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TAV, l’ennesima bocciatura: questa volta arriva dall’Europa VIDEO

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La Corte dei Conti ha pubblicato la settimana scorsa un rapporto sulla fattibilità dei grandi cantieri europei, criticando fortemente la TAV, tutto questo mentre nel resto del mondo vengono sviluppate nuove frontiere del trasporto veloce. Ne parliamo con Luigi Gabriele, Head Director di Hyperloop Italia.

La TAV è stata fortemente criticata dalla Corte dei Conti europea, che ha stilato un rapporto dove vengono esaminati e valutati tutte le grandi opere attualmente in corso nel Continente.

Dice la Corte dei conti Ue: “Dopo sette precedenti analisi costi-benefici congiunte con esiti positivi”, il ministero delle Infrastrutture italiano ha proceduto a valutarne nuovamente i meriti nel 2018, ma “tale nuova valutazione non è mai stata convalidata dalla Francia e la Commissione non è stata consultata“.

Il valore attuale netto dell’investimento, secondo i tecnici di Bruxelles, vale tra i -6,1 miliardi di euro e i -6,9 miliardi di euro; in altre parole, “ancora una volta, i costi per la società sarebbero molto più alti dei benefici derivanti dalla costruzione”.

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Anche sul fronte dei benefici, secondo il rapporto, c’è il rischio che quelli ambientali siano stati sovrastimati: “Il trasferimento modale è stato molto limitato in Europa negli ultimi 20 anni, vi è un forte rischio che gli effetti positivi multimodali di molti progetti-faro siano sovrastimati”, sostiene la Corte Ue.

Ad esempio, nel 2012 il gestore dell’infrastruttura francese ha stimato che la costruzione della TAV, insieme alle relative linee di accesso, avrebbe generato 10 milioni di tonnellate di emissioni di Co2, con un beneficio netto in termini di emissioni a 25 anni dall’inizio dei lavori.

Una stima criticata dalla UE:”Se raggiungono solo la metà del livello previsto, occorreranno 50 anni dall’entrata in servizio dell’infrastruttura prima che le emissioni di Co2 prodotte dalla sua costruzione siano compensate“.

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Il problema, secondo Luigi Gabriele, Head Director di Hyperloop Italia, è che la TAV è un progetto che è nato vecchio in partenza.

“Stiamo parlando di un modello tecnologico che non è più sostenibile ma non perché costa troppo realizzarlo, ma  perchè in effetti le ferrovie, così come gli aerei, è impossibile che abbiano un ritorno degli investimenti effettuati.”

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“E non è un caso che in qualsiasi paese del mondo non ci sia un solo asset ferroviario che sia in profitto. Cosa fanno i paesi: realizzano a spese dello stato le infrastrutture, ovvero le ferrovie o come negli ultimi anni abbiamo assistito alla grande corsa per la costruzione dei treni ad Alta velocità.”

“Alta velocità comunque per modo di dire: si parla di treni che non possono superare i 450 km orari e in tutte le TAV del mondo non si superano i 300 kmh, perché ad una determinata determinata velocità l’aria diventa plasma. Attraversare il plasma crea attrito e per superare l’attrito hai bisogno di più energia che equivale ad aumentare i costi.”

Il motivo per cui in Italia paghiamo un biglietto per il treno Roma Milano sui €70 e non mai di meno è perché al di sotto di quel prezzo non si può fisicamente andare: con quel prezzo paghi solamente la parte commerciale del biglietto ovvero la bigliettazione, il personale del treno e così via.”

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“L’ infrastruttura ovvero il binario, la manutenzione, l’energia non la paghi nel biglietto ma la paghi con le tasse. Di fatto l’infrastruttura è a carico di Rete Ferroviaria Italiana, che è una struttura separata rispetto a Ferrovie dello Stato. RFI  è interamente a carico del contribuente perché se non fosse così il biglietto del treno costerebbe 1000 mille euro, quindi devono necessariamente scorporare le due cose.”

 

“Per questo,” conclude Luigi Gabriele,” a questo punto non possiamo continuare ad utilizzare dei sistemi di trasporto che siano continuamente in perdita perché altrimenti il beneficio per la collettività non ci sarà mai; ed è per questo che abbiamo immaginato, sfruttando delle tecnologie già esistenti nuovi sistemi che rendano gli investimenti anche redditivi, al contrario di progetti come la TAV”.

 

 

 

 

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