Gas e nucleare in tassonomia Ue, Eleonora Evi: “È greenwashing ma daremo battaglia”

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La notizia era nell’aria, ora è ufficiale: l’atto delegato è stato approvato con l’inserimento delle due controverse fonti energetiche.

La Commissione europea ha approvato l’atto delegato sulla tassonomia Ue delle fonti sostenibili, con l’inserimento di gas e nucleare (anche se a determinate condizioni). Poche e marginali le modifiche rispetto alla bozza del 31 dicembre: vengono solo eliminate le tappe intermedie sulla percentuale di gas a basse emissioni da raggiungere (il 30% entro il 2026, il 55% entro inizio 2030 e il 100% entro fine 2035). Una richiesta che era arrivata dalla Germania, timorosa di non avere abbastanza tempo per la transizione energetica verso l’idrogeno.

Gli investimenti saranno consentiti per gli impianti che producono meno di 100 grammi di CO2 per kWh (un limite ritenuto da molti troppo basso, raggiungibile solo tramite sistemi di sequestro e stoccaggio). L’altra novità prevede invece che siano i singoli Stati membri a dover presentare i piani geologici profondi per le scorie nucleari.

Il provvedimento ora dovrà essere esaminato dal Consiglio e dal Parlamento europeo. “Gli Stati membri restano pienamente responsabili delle proprie strategie energetiche, la tassonomia non obbliga a investire in alcuni settori né proibisce certi investimenti. Resta uno strumento volontario” – ha spiegato Mairead McGuinness, commissaria Ue alla finanza sostenibile – “L’atto delegato forse non è perfetto ma è una vera soluzione verso il nostro obiettivo finale di decarbonizzazione. Abbiamo trovato un equilibrio tra opinioni molto differenti e il Collegio dei Commissari lo ha approvato in maniera schiacciante“.

Noi Verdi siamo delusi e arrabbiati, perché dichiarare sostenibili il gas e il nucleare, che non lo sono, è un’operazione di greenwashing ed è esattamente l’opposto di quello che si era posto il regolamento sulla tassonomia. Inquinare il quadro regolatorio con investimenti che guardano ancora alle fonti fossili è assolutamente sbagliato e molto rischioso. Diamo un segnale di grande confusione a chi vuole fare investimenti”, ha dichiarato a TeleAmbiente Eleonora Evi, europarlamentare e co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“Il gas è una fonte fossile che ci fa deviare dal percorso del contenimento dell’aumento della temperatura entro 1,5°C. Lo dicono tutti, non pazzi estremisti ambientalisti, ma agenzie internazionali come la Iea e la Ipcc. L’atto delegato è stato pubblicato, ora abbiamo sei mesi di tempo, in Parlamento europeo e in Consiglio Ue, per farlo bocciare. Noi europarlamentari Verdi ci stiamo già muovendo, schierati con noi ci sono gli esponenti di The Left, una parte importante dei socialisti e stiamo parlando con Renew Europe e anche con alcuni eurodeputati popolari. La partita, tutta politica, è aperta: spero che con la pressione dei cittadini si possa tornare indietro, all’atto precedente, che escludeva gas e nucleare“, conclude Evi.

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