Pecoraro Scanio: “#tartufoUnesco è vittoria per aree interne e cucina italiana. Si rafforza il record italiano di riconoscimenti Unesco. Ancora una volta un premio al Saper fare come fu per #pizzaUnesco.”

Grande soddisfazione” dalla vasta comunità del tartufo per l’iscrizione ufficiale della ‘Cerca e della cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali‘ nella lista Unesco del Patrimonio culturale immateriale.

Dall’Unesco è arrivato “il riconoscimento di un rito che è un insieme di tradizioni costituite da gestione, capacità e complicità fra due protagonisti, l’uomo e la natura, che sono l’essenza della ricerca del Tartufo. Siamo felici che tutto ciò sia rientrato fra i beni immateriali dell’ umanità da conservare e da proteggere“. E’ il commento di Mario Aprile, presidente dell’Unione Associazioni Trifulau piemontesi. “Di conseguenza – aggiunge – il nostro impegno sarà ancora più volto a mantenere la ricerca del Tartufo nelle sue forme più tradizionali di libertà e a trasmettere questi valori alle nuove generazioni di cercatori”.

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“Accogliamo con viva soddisfazione il riconoscimento da parte dell’ Unesco della ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia’. Un risultato importantissimo, frutto di anni di lavoro per il quale anche come Comune, insieme all’Associazione Città del Tartufo per la quale ho delegato il Vice Sindaco Giuliano Boccanera, abbiamo contribuito, perorando la ‘causa’ in ogni sede e in ogni occasione possibile, come dagli incontri promossi per la Mostra mercato del Tartufo”: così il sindaco di Norcia Nicola Alemanno.

“E’ un riconoscimento anche per le numerose persone che praticano questa che può considerarsi l’arte della cava del Tartufo – aggiunge -, fatta di metodologie tramandate di padre in figlio, di generazione in generazione”. “Per il rilancio dei nostri territori di Norcia e della Valnerina – sostiene Alemanno – è quanto mai importante puntare su prodotti autentici come il Tartufo nero pregiato, simbolo identitario di appartenenza, autenticità, storia e tradizione che contraddistinguono le nostre Comunità“.

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Ancora una volta si premia la capacità artigianale e la tenacia degli italiani come accadde con con l’arte dei pizzaiuoli napoletani e si rafforza il prestigio della cucina italiana. Un riconoscimento alla biodiversità culturale capace di unire tratti storici ed antropologici millenari e la trasmissione tra generazioni proprio come è accaduto per l’arte del Pizzaiuolo napoletano. Nella ricerca del tartufo si aggiunge il rapporto tra uomo e natura nei diversi habitat naturali e territori vocati. Si valorizza Una rete di circa 70.000 tartufai in 14 Regioni Italiane e numerosi comuni soprattutto di aree interne. Ecco perché è una vittoria per i borghi“, afferma Alfonso Pecoraro Scanio già ministro dell’agricoltura e promotore del riconoscimento #pizzaUnesco.

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