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Due tartarughe Caretta Caretta trovate morte sulla spiaggia di Gallipoli

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Tartarughe. Si tratta dell’ennesimo caso di spiaggiamento di testuggini che si aggiunge a numerosi altri avvenuti negli ultimi mesi, sia sul versante jonico, sia su quello adriatico della Puglia e che vede protagoniste due tartarughe marine “Caretta Caretta”.

I due esemplari sono stati trovati morti sulla spiaggia del Parco Naturale regionale “Punta Pizzo” a Gallipoli (Lecce).

A documentare con alcuni scatti fotografici l’ultimo ritrovamento è stata Legambiente che si occupa della cura del parco naturale di Gallipoli.

Lo scorso mese di gennaio, sull’arenile di San Cataldo, località costiera del comune di Lecce, erano stati individuati altri due esemplari di “Caretta Caretta” ormai senza vita, uno dei quali decapitato.

Episodi così ricorrenti hanno messo in allarme studiosi e ambientalisti che associano la moria delle tartarughe alla sempre più massiccia presenza in mare delle plastiche, dei natanti da diporto, ma anche all’uso intensivo delle reti da pesca.

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“In mare ci sono più tartarughe, di conseguenza se ne trovano in un numero maggiore morte e ciò
dipende sì dalla plastica, ma ancora di più dalla pesca” – spiega il professore Ferdinando Boero, ordinario di Zoologia all’Università Federico II di Napoli, richiamando i dati raccolti dall’International Union for Conservation of Nature (Iucn).

Nella Lista rossa dello Iucn, che rappresenta il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali della Terra, la classificazione della tartaruga “Caretta Caretta” è passata da quella di specie “In pericolo” del 2013 a quella attuale e meno critica di specie “Vulnerabile”.

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Questo però non significa, come spiegano gli studiosi, che inquinamento, antropizzazione delle coste e altre attività umane come la pesca, abbiano un minore impatto sulla fauna marina rispetto al passato.

Per salvaguardare le tartarughe che popolano i mari del Salento, l’Area marina protetta di Porto Cesareo (Lecce), ha di recente istituito un riparto di 1000 euro nel proprio bilancio annuale da destinare ai pescatori che portano in salvo le testuggini trovate in difficoltà.

Ogni capobarca che consegnerà una tartaruga tratta in salvo dalle acque sarà, interrompendo l’attività di pesca, sarà ricompensato con la somma di 100 euro.

 

 

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