Animali

Tartarughe, metà delle specie rischiano l’estinzione ma è ancora possibile salvarle

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Secondo uno studio metà delle 360 specie esistenti di tartarughe e testuggini rischiano l’estinzione; è ancora possibile evitarne il declino ma è necessario porre fine al loro commercio e dar vita a programmi di riproduzione in cattività.

51 esperti del Tortoise and Freshwater Turtle Specialist Group dell’IUCN chiedono che venga messa una fine al commercio delle tartarughe e delle testuggini, come elemento chiave di una strategia globale volta ad evitare l’estinzione delle 360 specie esistenti in natura.

 

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Centinaia di migliaia di tartarughe e testuggini vengono catturate per essere commerciate a livello internazionale; si tratta di specie da un ciclo vitale molto lungo ma che non sono in grado di riprodursi abbastanza velocemente da rimpiazzare quelle catturate in natura. Tre specie sono andate estinte negli ultimi due secoli ma il numero potrebbe aumentare se non venisse arrestato il commercio. Il professor Ricky Spencer della School of Science sostiene che anche l’Australia non sia immune da questo commercio, e che altri fattori come le specie invasive, gli incidenti stradali, la distruzione degli habitat e la siccità abbiano contribuito a ridurre la specie del 91%: “In Australia non abbiamo più segnali della presenza delle tartarughe in aree dove una volta erano presenti. Le volpi sono la causa maggiore ma anche l’urbanizzazione, la bassa qualità del’acqua e la distruzione degli habitat hanno influito. Anche il commercio e il contrabbando illegale sono altri due fattori che hanno contributo”.

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Lo studio esalta il ruolo delle tartarughe negli ecosistemi di tutto il mondo. “Le ricerche che stiamo conducendo all’ Experimental Wetland Facility dimostrano che senza tartarughe i nostri fiumi e la qualità delle nostre acque potrebbe raggiungere livelli tossici durante le estati calde. Durante le recenti morti dei pesci nel fiume Murray-Darling, le tartarughe sono state fondamentali per ripulire il fiume”. Secondo i ricercatori è necessario dare il via a programmi per proteggere certe specie ma, affinché questi siano efficaci, devono esserci habitat naturali in cui rilasciare le tartarughe.

Spencer crede che anche educare le comunità sia fondamentale: “Non possiamo aspettare che le tartarughe vengano inserite nella lista delle specie a rischio estinzione, ed è in questo momento che sono necessari gli sforzi di conservazione. Non tutti lo sanno ma la maggior parte delle tartarughe minacciate vive nei cortili e nelle riserve quindi si tratta di un’opportunità per le persone di essere coinvolte per aiutare ad evitarne il declino”.

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ll professor Craig Stanford, autore dello studio e presidente del Tortoise and Freshwater Turtle Specialist Group ha spiegato: “La loro lenta traiettoria di vita ha funzionato per milioni di anni anni ma non funziona nel mondo moderno, dove sono minacciate dal bracconaggio e dalla distruzione dell’habitat”.

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