Tartarughe, arrivano i lidi tarta-friendly. Legambiente: “Fondamentale proteggere ora i nidi”

La stagione delle nidificazioni è al clou, proteggere i nidi è fondamentale per tutelare la specie. Legambiente e Fiba (federazione italiana imprese balneari) insieme per la gestione tarta-friendly degli stabilimenti.

I primi nidi di tartaruga marina della stagione estiva 2019 sono stati identificati alla fine del mese di giugno a Gallipoli nella Puglia salentina e grazie ai volontari di Legambiente sono stati messi subito in sicurezza, recitanti e monitorati, per evitare che venissero danneggiati durante l’estate.

Altri siti di nidificazione sono stati avvistati nel litorale Toscano e proprio lo scorso week end un’altra tartaruga Caretta caretta ha scelto ancora la Puglia per depositare le sue uova.

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Con l’arrivo dell’estate siamo dunque nel pieno della stagione di nidificazione per la Caretta caretta, l’unica specie di tartaruga marina che ancora depone le proprie uova lungo le nostre coste. Si tratta di un animale in pericolo di estinzione che discende dai dinosauri ma che ora rischia di scomparire dai nostri mari a causa della pesca, del traffico nautico e dell’inquinamento soprattutto della plastica che può essere ingerita con conseguenze spesso mortali.

Tra giugno e agosto, le femmine escono dal mare e risalgono faticosamente la riva per deporre le uova. In una buca scavata nella sabbia e profonda circa un metro depositano circa 100 uova grandi come palline da ping pong. L’incubazione delle uova è garantita dalla sabbia e dal calore del sole. A determinare il sesso dei nascituri è la temperatura di incubazione: fiocchi rosa per temperature più elevate e azzurri per quelle un po’ più basse. La schiusa avviene dopo un periodo compreso tra 45 e 60 giorni, quando i piccoli tartarughini escono dalla sabbia del nido per riguadagnare il mare.

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La spiaggia rappresenta quindi un habitat fondamentale per la conservazione di questa specie, che è costantemente minacciata dalla cementificazione delle coste che riducono le aree di nidificazione, dalla pulizia delle spiagge con mezzi meccanici che schiacciano le uova, da rumori molesti e luci abbaglianti e che disturbano gli animali mentre depongono le uova e che possono disorientare i tartarughini appena nati, dagli ombrelloni che possono distruggere il nido.

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Ma da quest’anno Legambiente e FIBA, attraverso gli stabilimenti balneari che rappresenta, hanno firmato un protocollo d’intesa per proteggere adeguatamente le spiagge adatte alla nidificazione di questi animali.

“Nel Mediterraneo sono circa 7000 mila i nidi di tartarughe marine ma in Italia sono solo alcune decine. Il protocollo firmato con la FIBA”, spiega Stefano Di Marco, coordinatore della Campagna Tartalove di Legambiente, “ci consentirà di ampliare significativamente il numero degli arenili ‘amici delle tartarughe’ che verranno insigniti, dopo l’adozione delle linee guida per la gestione sostenibile delle spiagge per la nidificazione, della bandiera azzurra di Tartalove”.

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L’adesione al protocollo impegna gli imprenditori balneari a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alla pulizia degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartaruga marina e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei da adottare per non danneggiare nidi e non spaventare o confondere con luci o rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato; a distribuire materiale informativo sulle tartarughe marine oltre che a predisporre progetti locali, nazionali e comunitari per la tutela delle tartarughe marine.

La tartaruga marina, specie protetta a livello internazionale e inserita nella lista rossa delle specie in pericolo dell’IUCN, ha rischiato di estinguersi soprattutto a causa del crescente impatto delle attività antropiche. E sebbene la situazione sia ora in lieve miglioramento, grazie all’aumento della sensibilità e della consapevolezza nei confronti di questi preziosi abitanti del mare, c’è ancora molto da fare soprattutto per contrastare il dilagare dei rifiuti plastici in mare e sulle spiagge.

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Per contribuire alla salvaguardia delle tartarughe marine, Legambiente ha lanciato la campagna Tartalove, che tramite l’adozione simbolica degli esemplari ricoverati nei centri, finanzia tutte le attività necessarie alla cura e alla tutela delle tartarughe marine.

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