Animali

Giornata Mondiale delle Tartarughe, specie minacciata dalle attività umane

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Le tartarughe sono seriamente minacciate dall’uomo e dalle sue attività.  Oggi è World Turtle Day istituito allo scopo di sensibilizzare sull’importanza di salvaguardare specie come la tartaruga comune Caretta caretta, la tartaruga marina più comune nei mari italiani.

La Giornata Mondiale delle Tartarughe arriva in uno dei momenti di maggiore fragilità per questi animali, che arrivano fra maggio e agosto sulle nostre coste per deporre le loro uova.

Il World Turtle Day è stato istituito allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di salvaguardare specie come la tartaruga comune Caretta caretta, la tartaruga marina più comune nei mari italiani.

La tartaruga marina comune (Caretta carettaè una specie carnivora e gli individui attraversano nel corso della vita due diverse fasi ecologiche: all’inizio frequentano la zona superficiale del mare aperto e successivamente si spostano in fondali bassi. La tartaruga marina comune è una specie diffusa tanto nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico quanto nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. In particolare, nel Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale: Grecia, Turchia, Cipro, Libia, mentre nella parte occidentale le nidificazioni sono da ritenersi eccezionali. In Italia, se i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (contro le 7 mila dell’intero Mediterraneo), i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino. 

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Le tartarughe sono seriamente minacciate dall’uomo, in quanto sono sensibili a molte delle attività umane, tra cui il disturbo del turismo nelle aree di riproduzione, e la pesca accidentale. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano.

Mentre l’attività riproduttiva è generalmente concentrata in alcuni importanti siti, cosa che rende teoricamente possibile la protezione di queste zone, l’impatto della pesca sugli individui a mare costituisce un problema gravissimo che rappresenta una seria sfida a chi si adopera per la conservazione della tartaruga marina.

Una specie prioritaria, inserita nella Direttiva Habitat e protetta da numerose Convenzioni internazionali, in quanto minacciata da numerosi fattori, tra i quali le catture accidentali durante le attività di pesca, l’inquinamento marino, la riduzione dei siti di nidificazione e le collisioni con le imbarcazioni. Molti sforzi sono stati compiuti in questi anni nel nostro Paese per fronteggiare tali minacce. Tra questi, i numerosi progetti LIFE che hanno contribuito alla conservazione, tra i quali va menzionato il TARTALIFE, promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare e che si prefigge di ridurre la mortalità di Caretta caretta, causata dalle attività di pesca. 

Negli ultimi 4 anni nella zona delle Isole Egadi sono state recuperate 64 tartarughe Caretta caretta e quasi tutte, grazie all’intervento di equipe specializzate, hanno raggiunto la completa riabilitazione dopo esser state ferite o trovate in difficoltà, a causa di ingestione di plastica, ami e lenze da pesca, o interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche. Un risultato importante frutto della partnership tra Rio Mare e l’Area Marina Protetta Isole Egadi, iniziata nel 2015.

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“La riapertura delle spiagge in vista di una stagione balneare che si presenta difficile a causa delle norme imposte per difendersi dal coronavirus, sta inducendo molti comuni rivieraschi e operatori del settore ad attrezzarsi per accogliere in tempo i propri ospiti nel modo più sicuro e secondo le regole previste“. E’ quanto scrivono in una nota le Organizzazioni Aggregate del WWF Calabria. 

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Tali norme – prosegue la nota– non prevedono però né presunte “sanificazioni” a base di ipoclorito di sodio (tossico per gli uomini e per l’ambiente), né tanto meno lo spianamento con ruspe e trattori del litorale, tanto da rendere le spiagge simili ad una tavola da biliardo, alterando gravemente un ecosistema importante per diverse e spesso rare specie animali e vegetali. Dispiace dover constatare come, nonostante gli appelli e le lettere inviate dal WWF ai vari comuni costieri e finalizzati alla conservazione di tali habitat, in alcuni casi vengano adoperati ancora mezzi meccanici (ruspe o trattori) per “lisciare” la spiaggia anziché, come andiamo consigliando ormai da anni, procedere ad una pulizia manuale o con rastrelli del materiale accumulato dalle mareggiate invernali. Il disappunto è ancora più grande se tali operazioni vengono effettuate proprio da comuni che hanno fatto della tutela e del rispetto per l’ambiente, il proprio fiore all’occhiello, tanto da ambire ogni anno al titolo di “Bandiera Blu” e diventare un esempio da additare agli altri comuni costieri”.

Anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha voluto celebrare la Giornata Mondiale delle Tartarughe visitando il Parco Nazionale del Circeo, dove i carabinieri custodiscono e curano le tartarughe sequestrate anche a causa del commercio illegale.

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