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Ridurre la Tari, l’esempio di Terre Roveresche: paghi in base a quanto inquini

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Pagare la tariffa sui rifiuti tenendo conto della CO2 equivalente prodotta, ma anche in base a quanto è ridotta la produzione dei rifiuti in totale.

È la nuova metodologia che dal 1 gennaio 2021 è stata applicata alle famiglie di Terre Roveresche, un comune di 5 mila abitanti situato nella provincia di Pesaro Urbino.

La sperimentazione è stata fortemente voluta dal Sindaco, Antonio Bastianelli e ha permesso al Comune di risparmiare, nel 2019, 2.352 tonnellate di CO2 derivanti dalla gestione dei rifiuti.

Parallelamente, grazie all’attivazione di processi virtuosi, Terre Roveresche ha anche risparmiato 15 euro nel costo del sistema rifiuti.

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La nuova metodologia è stata possibile grazie ad Andrea Valentini dello studio associato Waste Lab e da Luca Belfiore di Altraleonia che, applicando il progetto pilota ‘Carbon Waste Print’, hanno fornito la tecnologia per validare l’operazione che su basa anche sulla junker app che permette il coinvolgimento, diretto e interattivo, della cittadinanza in tutte le fase della sperimentazione.

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Come funziona il progetto:

Le famiglie dovranno ridurre e differenziare il più possibile i loro rifiuti. A supportarli, in caso di dubbi, la Junker app che in tempo reale, semplicemente inquadrando il codice a barre illustra di quali materiali è composto l’oggetto e in quali bidoni va gettato.

L’app ha inoltre lanciato una vera e propria sfida a premi per motivare i cittadini a fare la raccolta differenziata, chiedendogli di effettuare una separazione dei rifiuti particolarmente attenta e di comunicare per tempo se si ha la necessità di ritiro dei propri rifiuti nel rispetto del calendario delle raccolte, permettendo così di ridurre le emissioni di CO2 derivanti dal trasporto.

Tanti piccoli gesti che, insieme ai dati raccolti, hanno consentito di validare il modello in base alla metodologia certificata “Carbon WastePrint” durante la fase sperimentale.

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