Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità l’inquinamento della città di Taranto è stato affrontato con troppa leggerezza e i dati non hanno tenuto conto del terreno e dell’acqua.

Uno studio internazionale mette luce su come i tassi di inquinamento di Taranto e dintorni sia ben oltre i limiti, influendo pesantemente sulla salute dei cittadini.

Si intitola Health Impact –  Assessment of the steel plant activities in Taranto– la relazione voluta dalla Regione Puglia nel 2019.

La relazione è stata redatta da scienziati componenti dell’Organizzazione mondiale della sanità e coordinata da Francesca Racioppi, ricercatrice e direttrice del Centro Europeo per l’Ambiente e la Salute della stessa Oms, e da Marco Martuzzi, da settembre nuovo direttore del dipartimento Ambiente dell’Istituto superiore della sanità.

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In 80 pagine sono riuniti dati, forniti dagli studi precedenti di enti pubblici, analizzate singole situazioni riguardanti gli impianti e le zone abitate della città, l’inquinamento atmosferico e l’incidenza delle malattie sulla popolazione. E allo stesso tempo sono rilevati tutti i limiti delle analisi finora condotte sul Sito di interesse nazionale (Sin), quello dell’impatto sulla salute dei bambini, ad esempio, o la mancanza di studi su quanto incidano sulla salute dei tarantini la contaminazione di terreni e falde acquifere.

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L’impatto ambientale degli impianti ex Ilva – è riportato nella relazione – è stato notevole, ma non ancora completamente caratterizzato. Mentre le emissioni dirette nell’aria sono relativamente ben monitorate, altri percorsi, che coinvolgono altre matrici come il suolo o l’acqua, sono meno noti. Le emissioni in aria dell’impianto ex Ilva, se tradotte in concentrazioni di Pm, provocano ulteriori morti e altri impatti negativi sulla salute, con relativi costi economici.”

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La conclusione del rapporto è che “i dati disponibili sugli indicatori di salute come la mortalità, la morbilità, gli effetti riproduttivi, hanno ripetutamente dimostrato che il profilo di salute delle persone che vivono a Taranto e dintorni non è buono come dovrebbe essere.”

 

 

 

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