Home Attualità Inquinamento Taranto, Comitato cittadino: “Rapporto dell’Oms costituisce notizia di reato”

Taranto, Comitato cittadino: “Rapporto dell’Oms costituisce notizia di reato”

Il rapporto dell’Oms sull’ex Ilva di Taranto in cui si parla di cittadini morti per inquinamento, costituisce una notizia di reato. A dirlo il Comitato Cittadino per la Salute e l’Ambiente a Taranto.

Due settimane fa l’Organizzazione mondiale della Salute aveva presentato un rapporto alla Regione Puglia in cui si parlava delle soglie di inquinamento troppo elevate a Taranto dovute alla presenza dell’ex Ilva.

Nello stesso documento si parla di cittadini morti in città a causa dell’aria inquinata dovuta ai lavori dell’acciaieria.

Per questo motivo il Comitato Cittadino per la Salute e l’Ambiente a Taranto ritiene che quel documento rappresenti una notizia di reato e dunque ha deciso di attivarsi con un esposto alla Procura affinché venga acquisito dalla magistratura “per ogni migliore sua valutazione in ordine alle condotte e agli eventuali responsabili”.

“Siamo di fronte a un danno alla salute che non si è interrotto alla data di competenza del processo Ambiente Svenduto – scrivono i membri del Comitato -. Se da una parte lo studio OMS registra una riduzione del danno sanitario, grazie anche all’intervento della magistratura, dall’altra i dati evidenziano la sua prosecuzione, conteggiando il numero di morti premature fra gli over 30. E la stima non tiene in considerazione i danni sanitari relativi all’inquinamento di acqua e suolo, e quindi alla contaminazione della catena alimentare”.

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“Per legge – si legge nella nota del Comitato – un reato può essere istantaneo o protratto nel tempo. Nel caso dell’inquinamento industriale a Taranto siamo in presenza di emissioni che si sono protratte nel tempo in modo significativo e pericoloso per la salute anche per la mancata adozione (o per la tardiva adozione) delle prescrizioni ambientali previste per lo stabilimento siderurgico. E anche perché, come emerge dallo studio OMS, il piano ambientale non è in grado di annullare le morti premature ma solo di ridurle”.

Secondo lo studio dell’Oms si passerebbe da un eccesso di mortalità stimabile nel periodo di gestione dei Riva in un range di 27-43 morti premature annue a un eccesso di mortalità stimabile in un intervallo annuo di 5-8 morti premature se fossero applicate le prescrizioni previste dall’AIA 2015.

“Noi non vogliamo un inquinamento che uccida di meno – è la replica del comitato cittadino – noi non vogliamo morire di inquinamento”.

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