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Taranto, i genitori scrivono al governo e allegano 60 foto dei veleni dell’ex Ilva

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I genitori di Taranto si mobilitano. E lo fanno con una lettera al governo, a cui sono state allegate 60 foto che mostrano i veleni dell’ex Ilva.

I fumi velenosi nel cielo di Taranto, raccontati in 60 diversi scatti realizzati negli ultimi tre mesi, come se fosse un timelapse. È l’iniziativa dell’associazione Genitori tarantini, che ha scelto di raccogliere le foto e mandarle, come allegato, ai più importanti esponenti del governo interessati. La lettera è stata inviata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, ma anche ai ministri interessati: Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Andrea Orlando (Lavoro) e Roberto Speranza (Salute). Le foto, scattate di giorno e di notte, da diversi punti della città, mostrano le emissioni del camino E312, il più alto dell’ex Ilva.

Come riporta anche Avvenire, l’associazione ha lanciato un appello al governo: “Siamo stanchi di questa insopportabile realtà alla quale siamo costretti, con padri e madri che si ritrovano a vedere i loro figli malati o morti. Gradiremmo ricevere risposte, visti i ruoli istituzionali di altissima responsabilità che voi attualmente rappresentate“. E ancora: “Sapete quanti e quali inquinanti vengono emessi nell’aria per garantire la produzione a caldo dell’Ilva? E di quanti e quali danni, spesso irreversibili, questi inquinanti causano all’ambiente e ai cittadini di Taranto? Chi è chiamato a pagare per questi danni?“.

Nella lettera si fa riferimento anche alla chiusura delle aree di produzione a caldo di Genova e Trieste. “Come intendete giustificare la continuazione, a Taranto, della produzione di acciaio per mezzo del carbone?“, si legge. L’associazione ha anche ringraziato tutti i cittadini di Taranto che hanno inviato oltre 80 foto dei veleni dell’ex Ilva, dalle quali sono poi state selezionate le 60 inviate al governo. E non si tratta di ambientalisti in senso stretto, ma semplicemente di genitori che hanno a cuore la salute dei loro figli e che attendono ancora delle risposte.

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