Territorio

Taranto, i dati sull’inquinamento: aumento di tumori e malformazioni tra i bimbi

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Nell’area di Taranto sono stati registrati 173 casi di tumori maligni in bimbi, adolescenti e giovani adulti (età 0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita. Lo rivela il Quinto studio Sentieri, pubblicato online da Epidemiologia e prevenzione, rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia.

L’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, richiesto con insistenza nei giorni scorsi dagli ambientalisti, e in particolare da Peacelink, è stato pubblicato online dal sito Epidemiologia e prevenzione prima della presentazione ufficiale, che era prevista inizialmente il 21 maggio scorso ed era poi slittata al 4 luglio.

Per il Sin(sito di interesse nazionale) di Taranto, compreso il comune di Statte, si conferma quanto anticipato nel Rapporto di Valutazione del danno sanitario per lo stabilimento siderurgico ex Ilva, ovvero che “la mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso.

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“Il sito – evidenzia il rapporto – è stato oggetto di analisi nei precedenti studi (…) che sostanzialmente mostravano un aumento della mortalità dei residenti soprattutto per alcune forme tumorali e per le malattie cardiovascolari e respiratorie. L’aggiornamento dell’analisi della mortalità relativo al periodo 2006-2013” – conferma – “tra i residenti eccessi di rischio della mortalità generale e per grandi gruppi. Nella popolazione residente (uomini e donne) risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”.

“L’inquinamento di origine industriale – rileva lo studio – è risultato associato a un aumento del rischio di mortalità per cancro nel complesso e tumori della vescica, del pancreas, e leucemie. Solo per il tumore polmonare la letteratura scientifica ha stabilito un chiaro nesso di causalità con l’inquinamento atmosferico. Le leucemie sono ovviamente rilevanti, poiché i fattori eziologici noti sono rappresentati dalle radiazioni ionizzanti e dalle esposizioni professionali, in particolare i composti organici volatili (benzene). Per tutte le altre forme tumorali, i dati sono solo suggestivi di un possibile ruolo dell’inquinamento industriale“.

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“In età pediatrica – si legge ancora nello studio – si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico in eccesso rispetto all’atteso al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90% per quanto riguarda il rischio di linfomi. In età giovanile (20-29 anni) si evidenzia invece un eccesso del 70% per l’incidenza dei tumori della tiroide“.

Tra i dati che erano stati anticipati nell’istanza di riesame dell’Aia per il Siderurgico presentata dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, ed accolta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, c’è anche quello che riguarda i bambini nati malformati tra il 2002 e il 2015. “Sono stati osservati – si legge nel report – 600 casi con malformazione congenita (MC), con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale. Sono risultate superiori al numero di casi attesi le Malformazioni congenite del sistema nervoso e degli arti. L’eccesso del 24% osservato per le malformazioni congenite dell’apparato urinario è ai limiti della significatività statistica”. L’osservazione è sui nati da 25.853 residenti nel Sin di Taranto.

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Lo Studio Sentieri evidenzia inoltre che “gli indicatori qui presentati sono basati sui dati delle SDO (schede di dimissioni ospedaliere) filtrati con specifico algoritmo. Tali dati consentono tuttavia di analizzare solo i casi dei bimbi nati malformati, non comprendendo pertanto i casi con Malformazioni congenite oggetto di interruzione volontaria di gravidanza (IVG)”.

Nicola Laforgia, direttore della Neonatologia del Policlinico di Bari e coordinatore del Registro regionale sulle malformazioni, ha spiegato che tra qualche mese, probabilmente entro fine anno, ci sarà un aggiornamento dei dati che riguardano le malformazioni congenite per il periodo compreso tra il 2015 e il 2018.

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Lo studio Sentieri ha fatto emergere anche “173 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita. In età pediatrica si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico totale in eccesso rispetto all’atteso, al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90% nel rischio di linfomi, in particolare linfomi non Hodgkin”.

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L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha precisato che un eccesso di malformazioni congenite è stato osservato nel  50% dei Siti studiati tra il 2002-2015: Gela, Laghi di Mantova, Livorno, Manfredonia, Milazzo, Piombino e Taranto, che sono per lo più caratterizzati dalla presenza di attività industriali complesse. “Si tratta di patologie molto rare che possono derivare da più cause – sottolinea l’Iss – Ad esempio a Taranto le malformazioni in eccesso sono 3-4 casi ogni anno e si tratta di anomalie a carico del sistema nervoso e degli arti”.

 

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