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Gasdotto TAP, revocato il progetto: coralli a San Foca. Ora la verifica

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TAP. Presenza di coralli a San Foca (Lecce) in prossimità dell’exit point del gasdotto Tap. La multinazionale, che aveva già affermato la non interferenza dell’opera con il coralligeno circostante, ritratta e fa istanza al Ministero dell’ Ambiente, per la procedura di Verifica alla Commissione VIA, al fine di individuare eventuali interferenze tra la condotta sottomarina e le strutture coralline.  Tap sarebbe in “grandissime difficoltà” dicono gli attivisti No Tap. San Foca, scelta perché la natura sembrava povera.

 Sotto la spiaggia di San Basilio, a San Foca, località della marina di Melendugno, in provincia di Lecce, individuata come punto di approdo della conduttura sottomarina del trasporto di gas TAP (Trans Adriatic Pipeline) ci sarebbero i coralli.  Se e in che modo il progetto di posa della conduttura possa interferire con tali affioramenti di biocostruzioni ora il consorzio multinazionale Tap ha chiesto di stabilirlo alla VIA, la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente.

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  • AVVIO dell’ISTANZA per la VERIFICA 
    Lo sorso 10 maggio, Tap ha presentato istanza, al Ministero, per l’avvio del procedimento di verifica di assoggettabilità alla VIA , al fine “valutare in maniera approfondita le minime interferenze ed eventualmente individuare le più opportune misure di compensazione continuando a garantire la massima sostenibilità del progetto sul piano ambientale”. Così, nel documento a firma del direttore generale del ministero, Giuseppe Lo Presti, del 20 maggio.
  • RITIRO della DOCUMENTAZIONE FORNITA PECEDENTEMENTE
    La particolarità dell’istanza avanzata da parte del consorzio sta nel fatto che questa sia arrivata a pochi giorni dal depositato, da parte della stessa Tap presso il Ministero, di una soluzione progettuale, rispetto alla quale la società aveva dichiarato la non interferenzacon le biocostruzioni di dimensioni più rilevanti, prevedendo soltanto interferenze minori sull’ambiente marino circostante”. Era il 27 aprile.
    Ora, presentando l’istanza, la multinazionale ha comunicato al Ministero “la propria intenzione di ritirare” quella documentazione, richiedendo la procedura di verifica.

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  • I NO TAP
    Secondo il movimento No Tap la società “è in grandissime difficoltà”. “Forse sono state omesse – volontariamente o involontariamente? – situazioni soggette a tutela ambientale che oggi potrebbero essere rilevate”, dicono gli attivisti.
  • SAN FOCA, SCELTA perhé “la natura sembrava poco generosa”
    Come spiega “il Manifesto”: “Quando nel 2011 Melendugno, in provincia di Lecce, fu scelta come approdo del mega-gasdotto Tap proveniente dall’Azerbaigian, la cartografia regionale riportava un vuoto in corrispondenza di quel tratto di costa. A nord e a sud, le aree marine erano protette. Le Cesine da un lato e gli Alimini dall’altro. Un lungo corridoio di siti di interesse nazionale tutelati dalla Rete Natura 2000 si estendeva dal brindisino a Otranto, con un’eccezione, la costa melendugnese. Mentre tutt’attorno erano state individuate praterie di posidonia oceanica e coralligeno che rientrano nella Direttiva Habitat, in quell’area la natura sembrava mostrarsi poco generosa. Trovandosi sprovveduta a confronto delle altre dodici papabili destinazioni, il punteggio che le venne assegnato fu inferiore e per questo venne scelta. In quegli anni era già in corso lo studio sulle biocostruzioni lungo le coste della Puglia, Biomap“.
  • LA SCOPERTA dei CORALLI
    Il 5 marzo scorso, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari, Salento e Tor Vergata, guidato dal professor Giuseppe Corriero, ha pubblicato la ricerca su Scientific Reports, che ha rivelato la presenza a 50 metri di profondità al largo di Monopoli, in provincia di Bari, di scogliere robuste con madrepore vive. “Abbiamo la certezza che lungo la costa pugliese adriatica e in parte ionica vi sia una distribuzione molto ampia. Ipotizziamo che i coralli possano trovarsi da Bari a Otranto, si tratta di un sistema più profondo del coralligeno, che invece ha bisogno di luce, fatto di biocostruzioni non vegetali (perché c’è penombra) ma animali. Abbiamo trovato 200 specie di invertebrati che per il Mediterraneo è tantissimo. Stiamo parlando di un grande hotspot di biodiversità, mediamente ritenuto povero perché poco illuminato”, così Corriero.

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  • T.A.P 
    La Tran Adriatic Pipeline è un progetto che riguarda la realizzazione di un gasdotto per il trasporto del gas dalle nuove fonti di approvvigionamento nella regione del Mar Caspio all’Europa Occidentale e Sud-orientale, attraverso il cosiddetto Corridoio Meridionale del Gas. La parte del gasdotto di competenza italiana è composta da una condotta sottomarina (tratto offshore) lunga circa 45 km, da una condotta interrata (tratto onshore) lunga circa 8,2 km, da una valvola di Intercettazione (BVS) posta in corrispondenza del punto iniziale del tratto onshore e da un Terminale di Ricezione del Gasdotto (Pipeline Receiving Terminal) ubicato nel Comune di Melendugno, in provincia di Lecce.

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