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TAP, SLITTA IL VERDETTO FINALE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE. DOMANI INCONTRO TECNICO CON IL COMUNE DI MELEDUGNO

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TAP.  Slitterà di qualche giorno il responso finale, atteso per oggi, del Ministero dell’Ambiente sul dossier Tap, il gasdotto che collegherà l’Azerbaijan all’Italia con approdo sulla spiaggia di Meledugno.

Fonti ministeriali spiegano che servirà ancora qualche giorno ai tecnici per dare il parere definitivo sulla correttezza dell’iter amministrativo del progetto.

Gli uffici del ministero, stanno infatti ricontrollando tutto l’iter autorizzativo dei lavori, anche alla luce della nuova documentazione consegnata lunedì sera dal sindaco di Melendugno.

I miei uffici stanno lavorando. Con un po’ di buona volontà, in giornata dovremmo riuscire a farcela” – aveva detto in mattinata il ministro dell’Ambiente, a margine di un convegno a Roma.
“E’ un’analisi in punta di diritto – ha spiegato ancora Costa – un contratto è stato firmato, un’autorizzazione c’è stata. Bisogna ragionare in termini di legittimità e di tecnicità. Tutto il resto lo rimetto al governo. La mia è una valutazione quasi apolitica”.
Il primo cittadino del comune in provincia di Lecce, al vertice di lunedì sera a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte ed i ministri del Mezzogiorno, Barbara Lezzi e dell’Ambiente, Sergio Costa, aveva portato nuovo materiale su presunte irregolarità della Tap.

“Il sindaco di Melendugno – ha precisato Sergio Costa – nell’incontro dell’altroieri alla Presidenza del consiglio ha chiesto di verificare se in quella zona, all’epoca dell’autorizzazione, c’era una quantità di posidonia, alga protetta dalle normative europee, e di cimodocea tale non si potesse autorizzare il passaggio del gasdotto”.

Alla luce della nuova documentazione, il Ministero dell’Ambiente deve accertare se, al momento dell’autorizzazione ai lavori della Tap, era stata presa in adeguata considerazione la tutela della posidonia, alga protetta da normative europee.
Intanto, il Comune di Meledugno è stato convocato domani dal ministero dell’Ambiente per un incontro tecnico sul gasdotto.

Al centro dell’incontro – al quale parteciperanno il sindaco Marco Poti’ e due tecnici della commissione comunale che ha studiato il progetto del gasdotto – ci sarà la valutazione della documentazione prodotta dal Comune salentino.

Non si placa intanto la polemica sullo stop dell’opera.

“Il governo sta facendo finta di nulla e consentendo al cantiere di andare avanti con i lavori quando è ben possibile un decreto legge urgente per determinare con maggiore rapidità lo spostamento del gasdotto più a nord, in una zona industriale anzichè su una delle più belle spiagge dell’Adriatico pugliese” – attacca il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, a Barletta che si dice pronto  ad illustrare quest’operazione al presidente del consiglio Conte alla presenza dei ministri Costa e Di Maio.

E poi chiarisce: “non è assolutamente vero che questo spostamento comporterebbe delle penali di cinque miliardi, sono delle barzellette come d’altra parte non è vero quello che è stato detto dal M5S che io abbia in qualche maniera agevolato la localizzazione del gasdotto a San Foca, questa è  una infamia gravissima, perchè loro sanno che io ho rotto i rapporti con Renzi, col mio partito, con Calenda”.

Amareggiato è il Sindaco di Meledugno, Marco Potì che chiede di bloccare l’opera a causa delle numerose irregolarità di Tap.

“Se solo lo avesse voluto – dice il M5S alla Regione Puglia – Emiliano avrebbe potuto fermare Tap in qualsiasi momento ad esempio istituendo un Sic mare, un sito di interesse comunitario, a San Foca. Avrebbe potuto inoltrare ricorso al Tar entro il 19 dicembre 2015 quando gli avevamo consegnato tutte le carte che dimostravano palesi abusi da parte del Mise del precedente governo Pd che ha portato avanti l’opera nonostante il parere negativo della Regione Puglia”.

Accuse prive di fondamento per il governatore pugliese che ricorda come “la competenza sul gasdotto Tap sia dello Stato ed al quale spetta in via esclusiva ogni decisione.

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