Martano. TAP. Niente arresto. Il Governo viene battuto in commissione Bilancio. L’emendamento presentato alla manovra finanziaria e che chiedeva l’arresto per chiunque avesse superato il perimetro dei lavori per la TAp è stato giudicato “inammissibile” dal presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia.

Quindi l’idea di equiparare i lavori del gasdotto TAP ai lavori della TAV dell’alta velocità Torino -Lione, e quindi lavori che “devono procedere nella massima sicurezza”, è stata bocciata.

La notizia della proposta presentata dal Governo aveva immediatamente riattizzato polemiche e proteste. Nella notte a farne le spese toccava alla sezione del PD di Martano, nell’entroterra salentino, a pochi chilometri da Melendugno.

Nella notte ignoti avevano imbrattato con scritte offensive mura, porte e finEstre. Scritte  contro il partito democratico e contro la viceministro Bellanova che nella giornata avrebbe dovuto intervenire ad un convegno organizzato a Martano.

Poi l’iniziativa (da molti anche del Pd giudicata improvvida!) aveva fatto cancellare l’incontro. Ma ormai gli animi era già belli che surriscaldati.

Cosa diceva l’emendamento?

Che “chi impedisce l’accesso o travalica i confini del cantiere del gasdotto, considerato l’interesse strategico nazionale, rischia l’arresto da tre mesi a un anno” così come previsto dal codice penale.

Ovviamente le polemiche (e le reazioni) si erano immediatamente scatenate. Per Giulio Marcon, capogruppo in Regione di Liberi-Uguali, “è inammissibile! E’ un esplicito attacco alle  proteste popolari di questi mesi, verso un’opera sbagliata e che rischia di deturpare anche il territorio”.

Sullo stesso piano i 5 Stelle, “abuso inaccettabile”. Di traverso anche il governatore pugliese Emiliano che ha sempre contestato la scelta una spiaggia, come quella della zona di San Foca, tra le più belle e incontaminate.

Sotto tiro finiva  la viceministro Teresa Bellanova, salentina, accusata proprio dalle scritte spray alla sezione del Pd di via Roma a Martano, “di essersi venduta” e di aver operato insieme al Pd “scelte illegittime”.

Il sindaco di Meledugno Potì, proprio ieri in una manifestazione, aveva attaccato pubblicamente la Bellanova ” Non mi/ci rappresenta più”!

“Quello che ho visto a Martano è preoccupante – ha confermato la Bellanova –  mi dispiace non aver potuto partecipare. Dobbiamo recuperare spazi di confronto e di dialogo. Il Pd non è il partito delle lobby e degli affari e vorrei che il sindaco Potì lo capisse e chiedesse scusa per le brutte affermazioni che ha reso”.

Va segnalato che il clima di violenza e di intimidazione ha toccato anche gli esponenti sindacali, come Marco Bentivogli, attivista della Cisl, raggiunto da minacce di morte e che da alcune settimane vive sotto scorta. “E’ una persona per bene, capace di reggere anche un confronto aspro, ma di non andare mai sopra le righe. Sono assurde le accuse contro di lui. Ed è per questo che dobbiamo ritrovare tutti la calma e il giusto confronto”.

Fatto sta che la protesta si allarga. Nei giorni scorsi striscioni anche all’università di Bologna, “No Tap, con ogni mezzo necessario”.

Il rischio adesso è che per la TAP si inneschi una spirale di proteste e contestazioni che possono ritardarne i lavori, arrivando a momenti di dura contrapposizione e violenza come in Piemonte per la TAV.

Da qui l’idea dell’emendamento restrittivo da parte del Governo. Una idea che ha causate immediate reazioni e nuove tensioni, prima di essere bocciata.

Ne è valsa la pena?

Insomma, si continua a scherzare col fuoco. E col gas!

 

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