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ARRIVANO I TAGLI AI VITALIZI, LA CAMERA RISPARMIERA’ 40 MILIONI DI EURO

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Arrivano i tagli ai vitalizi. Circa 40 milioni di euro.

È la stima del risparmio complessivo che la Camera dei Deputati dovrebbe avere qualora venga approvata la delibera per il superamento dei vitalizi degli ex deputati.

Come annunciato, il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha illustrato questa mattina la delibera all’Ufficio di Presidenza di Montecitorio.

Il “vitalizio minimo”, oltre il quale non si potranno effettuare tagli all’assegno, sarà di 980 euro al mese, e andrà a chi ha fatto una sola legislatura.

Il minimo, per chi subirà una decurtazione superiore al 50% del vitalizio sarà di 1.470 euro.

Al momento, i vitalizi erogati ad ex deputati dalla Camera sono 1.405, di questi, 1.338 saranno ricalcolati, mentre gli altri 67 non verranno ricalcolati.

Si tratta di deputati che hanno portato a termine 4-5 legislature e, quindi, hanno un ammontare elevato di contributi versati.

Se il testo dovesse passare, questi 67 percepiranno la stessa cifra che hanno incassato fino al 31 ottobre 2018. Cifra che non potrà in alcun modo crescere.

Per quanto riguarda i trattamenti di reversibilità, le quote previste dalla normativa vigente ai fini della liquidazione dei trattamenti di reversibilità sono rapportate al trattamento previdenziale spettante all’avente causa, come rideterminato ai sensi della deliberazione.

La delibera verrà votata nella settimana tra il 9 ed il 13 luglio e gli emendamenti al testo potranno essere presentati entro giovedì 28 giugno.

Se il testo passerà così com’è, il nuovo sistema entrerà in vigore dal 1 novembre.

La rideterminazione – ha spiegato il presidente della Camera – è effettuata moltiplicando il montante contributivo individuale per il coefficiente di trasformazione relativo all’età anagrafica del deputato alla data della decorrenza dell’assegno vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata.

La base imponibile contributiva è determinata, secondo quanto previsto dalle disposizioni per i dipendenti pubblici, sulla base dell’ammontare dell’indennità parlamentare lorda definito dalla normativa vigente nel periodo di riferimento.

La quota di contribuzione a carico del deputato è pari all’aliquota percentuale della base imponibile prevista dalla normativa di riferimento, ivi ricomprendendo l’aliquota della eventuale contribuzione ai fini del completamento volontario del quinquennio della legislatura e l’aliquota della eventuale contribuzione aggiuntiva ai fini del conseguimento del diritto al trattamento di reversibilità.

La quota di contribuzione a carico della Camera dei deputati è pari al prodotto tra l’aliquota percentuale a carico del deputato e il valore di 2,75.

Il montante contributivo individuale, rivalutato sulla base dell’andamento del PIL in conformità a quanto previsto nell’ordinamento generale, viene trasformato in prestazione pensionistica applicando i coefficienti di trasformazione, determinati ad hoc dall’INPS nel documento citato e allegati alla bozza di deliberazione, relativi all’età anagrafica dei deputati alla data della decorrenza dell’assegno vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata.

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