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Per 1 italiano su 3 il settore energetico traina lo sviluppo sostenibile

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Sviluppo sostenibile. Per oltre un italiano su tre (il 36% degli intervistati) il settore energetico potrebbe essere quello trainante nella transizione verso uno sviluppo sostenibile: è quanto emerge dal nuovo sondaggio “Gli Italiani e l’energia”, realizzato da Ipsos per Legambiente e La Nuova Ecologia, che evidenzia al contempo come più di un cittadino su quattro (il 26%) tema che la transizione energetica non avrà mai luogo mentre il 57% degli intervistati ritiene che l’abbandono delle fonti fossili avverrà entro il 2050.

Tra le fonti rinnovabili, il sole è considerato dal 51% quella più adatta alla produzione d’energia su vasta scala e con minore impatto su ambiente e società, seguito a distanza dall’uso delle biomasse e dal vento, specie tramite l’eolico su terra.

Gran parte degli intervistati ritiene inoltre che Recovery Fund ed Europa possano rivelarsi determinanti per lo sviluppo e la diffusione delle rinnovabili.

Quanto ai comportamenti che ciascuno si dice disposto ad adottare a tutela dell’ambiente, al primo posto viene citata la sostituzione degli elettrodomestici con quelli a basso consumo, seguita a ruota dalla scelta di fornitori energetici che utilizzano soltanto fonti rinnovabili.

I risultati dell’indagine sono stati presentati da Andrea Alemanno, responsabile Ricerche Sostenibilità IPSOS, e da Luca Biamonte, direttore Relazioni Esterne e Comunicazione Editoriale La Nuova Ecologia, nella seconda giornata del Forum QualEnergia organizzato da LegambienteLa Nuova Ecologia e Kyoto Club in partnership con Cobat.

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“Il sondaggio – commenta Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club – conferma che in questi anni si sono fatti grandissimi passi avanti nella consapevolezza dei cittadini italiani sia sulla gravità e le responsabilità della crisi climatica sia sul ruolo che la transizione energetica, con la rivoluzione delle rinnovabili e in particolare del fotovoltaico, può avere per cambiare strada e creare nuove opportunità di nuova economia e di lavoro. Un risultato ottenuto grazie anche all’Europa, più marcato proprio con il lancio di Next Generation Eu in seguito alla crisi pandemica. Ma c’è ancora molto lavoro da fare per convincere che si tratta di un obiettivo perseguibile e realistico e vincere la diffidenza di chi ritiene (almeno un quarto dei cittadini secondo il sondaggio) che invece non ci sia la possibilità di sostituire davvero in un orizzonte temporale plausibile i fossili”.

“La ripresa passa necessariamente dalla sostenibilità e dalla circolarità – sottolinea Giancarlo Morandi, presidente di Cobat – E questo vale ancor più per il settore energetico, con le fonti rinnovabili che devono essere doppiamente pulite, grazie al riuso e riciclo dei materiali. È il caso del fotovoltaico, con i moduli che non solo possono avere una seconda vita, ma innescare un circolo virtuoso: l’energia prodotta può essere infatti immagazzinata in pacchi di batterie che prima alimentavano le auto elettriche e ora trovano un nuovo utilizzo nello storage. Un perfetto esempio di circolarità dei prodotti, applicato alla transizione energetica.”

Questa seconda giornata del Forum QUALENERGIA è stata anche occasione per porre al centro dell’attenzione pubblica e della politica la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano, tornata in primo piano negli ultimi mesi grazie al superbonus del 110%.

Un’opportunità unica per rilanciare, da un lato, i cantieri, dall’altro per consentire alle famiglie di ridurre la spesa energetica e rendere più salubri, sicuri e accoglienti gli spazi in cui vivono, contribuendo a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

A patto, però, sottolinea Legambiente, che l’incentivo venga prorogato al 2025 e, soprattutto, che sia commisurato a migliori parametri ambientali, come per il caso del salto minimo di due classi energetiche oggi richiesto per l’accesso al superbonus e ritenuto insufficiente dall’associazione.

In Italia, il 27% delle emissioni climalteranti e il 28% dei consumi arriva proprio dal settore civile con 47 Mtep di energia, in crescita, per una spesa di 40,8 miliardi di euro per le famiglie.

Come racconta Istat, la voce più rilevante dei consumi energetici (il 70%) è quella dei consumi termici, ossia riscaldamento e raffreddamento; mentre la bolletta elettrica pesa per il 34% sulla spesa complessiva media a famiglia, per un importo pari a 47,31 euro al mese.

Sul fronte sicurezza, si stima che nel nostro Paese siano oltre 400 mila gli edifici costruiti abusivamente, mentre il 60% degli immobili a uso residenziale presenti ha più di 45 anni ed è stato realizzato prima della legge sul risparmio energetico e di quella sulla sicurezza statica.

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“Tra pochi mesi l’Italia dovrà rimettere mano al Piano nazionale integrato energia e clima per renderlo adeguato ai nuovi e più ambiziosi target europei – commenta il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini  La sfida è arrivare a riqualificare almeno 30 mila condomini entro il 2025 in cui ridurre in modo significativo i consumi energetici a vantaggio delle famiglie e dell’ambiente. Pertanto, secondo noi, la prima mossa da compiere è il prolungamento fino al 2025 del superbonus, per dare continuità agli interventi ma renderli anche più efficaci rispetto agli obiettivi energetici e sociali. Dobbiamo valorizzare le risorse di Next Generation EU per far diventare la riqualificazione edilizia il cuore del rilancio post Covid del Paese”.

Da questi e altri numeri muove anche la campagna Civico 5.0 di Legambiente che ha presentato il suo Rapporto 2020 sull’efficienza energetica nell’edilizia, a cura di Katiuscia Eroe e Sibilla Amato.

Un lavoro frutto di analisi mirate che si arricchisce di nuovi studi ed esperimenti, raccogliendo anche le migliori buone pratiche in giro per l’Italia.

Dopo l’avvio, nel 2014, della campagna termografica “Tutti in classe A” per comprendere lo stato di salute del patrimonio edilizio italiano ed evidenziarne le capacità di isolamento termico, nel 2018 Legambiente ha infatti implementato il suo lavoro con la campagna Civico 5.0 che approfondisce l’interno degli appartamenti, dai difetti di comportamento di pareti e strutture all’inquinamento indoor e acustico, dai controlli su gas di scarico delle caldaie alle indagini sui consumi elettrici.

Un’analisi che negli ultimi due anni ha coinvolto 61 famiglie in 38 condomini di 18 città.

Tra le principali criticità emerse, le dispersioni termiche, con difetti di isolamento che (a diversi livelli) hanno riguardato tutti gli edifici e appartamenti monitorati.

Molto diffusi anche i difetti murari e le muffe causate da infiltrazioni, le criticità nei consumi e nei sistemi elettrici, spesso dovute alla scarsa efficienza del parco degli elettrodomestici in casa.

La nuova edizione della campagna ha riservato poi spazio alle lavatrici, dalla riduzione dei consumi di energia a quella di plastica e detersivi, sperimentando con la collaborazione di tre famiglie l’ozonizzatore per lavatrici di Ecowell, azienda che ha brevettato una nuova tecnologia per fare il bucato senza acqua calda né detersivi, basata sull’azione dell’ossigeno attivo che lava attraverso un’importante opera di sanificazione.

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“I monitoraggi da noi condotti confermano l’urgenza di un intervento di riqualificazione del patrimonio edilizio – spiega Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente – Sono analisi utili a orientare soluzioni che siano basate su sostenibilità ed efficientamento energetico, capaci di migliorare in modo significativo la quotidianità dei cittadini in termini di qualità ambientale degli spazi in cui vivono, oltre che di risparmio economico. Vogliamo ricordare, infatti, come intervenire in questo settore rappresenti una delle politiche di welfare più importanti e di sostegno concreto per le famiglie che vedranno non solo ridursi le bollette, ma beneficeranno anche di un maggiore comfort abitativo. A tale scopo, però, è importante non solo prolungare il superbonus al 2025, ma anche commisurare l’incentivo più generoso al mondo a migliori parametri ambientali: non è possibile vedere incentivate le caldaie a fonti fossili allo stesso modo delle pompe di calore o accontentarsi del salto di due classi energetiche”.

Le buone pratiche nel rapporto 2020 di Civico 5.0 raccontano anche di come sia possibile stimolare un nuovo senso di comunità grazie ad attività di sharing condominiale, con servizi, strutture e iniziative che migliorano i rapporti sociali e riqualificano i contesti urbani.

È il caso del quartiere Primaticcio a Milano, dove un condominio composto da più edifici, per un totale di 1.700 inquilini, ha dato vita a iniziative di sharing economy tra cui un Centro Estivo Mamme, Bookcrossing, Raccolta tappi, GAS e un servizio Pedibus per i bambini, facendo del cortile del quartiere un’agorà per la condivisione di bisogni e proposte.

Iniziativa più recente, partorita in tempo di Covid da un condominio a Roma, è invece quella della Collina dai Balconi Aperti: dall’esperienza dei flash mob delle 18, sono scaturiti aperitivi a distanza, attività di raccolta cibo per famiglie in difficoltà, performance teatrali e musicali, fino alle cene in giardino che – al termine del lockdown – hanno consentito a tutti di conoscersi faccia a faccia e di continuare un percorso condiviso.

Passando agli interventi di efficientamento energetico, degno di nota è il caso di Concorezzo (Monza e Brianza), dove nel 2019 il rifacimento della centrale termica, la telegestione del sistema di riscaldamento e l’isolamento delle chiusure in un edificio degli anni ’70, ospitante 30 appartamenti, hanno consentito un risparmio energetico del 51,9% e una riduzione di emissioni di CO2 pari a 20.02 tonnellate all’anno.

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Altro esempio interessante è quello di Nzeb (Nearly Zero Energy Building Social Housing) a Prato, dove sono stati realizzati 29 alloggi di edilizia residenziale pubblica, un centro civico di 250 mq, un nuovo spazio verde e una piazza: un complesso al cui interno oltre il 60% della produzione d’energia complessiva avviene tramite fonti rinnovabili e le nuove tecnologie hanno consentito di aumentare le prestazioni dell’involucro edilizio con materiali naturali, riciclati e riciclabili.

In fase di pre-realizzazione, il progetto di efficientamento energetico già approvato a Padova presso il social housing QUI ABITO, nato per rispondere al disagio abitativo di chi fatica ad accedere al libero mercato immobiliare: un complesso di quattro edifici per 84 unità abitative che comprende un poliambulatorio medico, un centro diurno per anziani, uno spazio per le associazioni e una sala comune, con appartamenti a elevati standard di efficienza energetica, totalmente elettrificati.

Esempi d’interventi intelligenti che possono orientare le azioni in campo, anche nell’ottica dell’obiettivo fissato dalla Commissione europea al 2030: il raddoppio del tasso annuale di riqualificazione energetica di abitazioni ed edifici non residenziali.

L’Ue è inoltre chiamata a ridurre le emissioni di gas serra degli edifici del 60%, il loro consumo finale di energia del 14% e il consumo per riscaldamento e raffreddamento del 18%.

Le comunità energetiche possono essere il motore per la decarbonizzazione

Legambiente propone quindi il suo decalogo per rivedere il superbonus del 110% e accelerare i cantieri della riqualificazione energetica e antisismica:

  1. Premiare gli interventi integrati di riqualificazione energetica e antisismica
  2. Garantire l’efficacia del provvedimento: premiamo chi più riduce i consumi
  3. Garantire l’equità del provvedimento. La proroga dell’incentivo, nello specifico, deve portare a modifiche che garantiscano sempre l’accesso a famiglie sotto una determinata soglia Isee e a differenziare gli incentivi sulla base delle prestazioni raggiunte.
  4. Priorità all’edilizia residenziale pubblica e ai quartieri disagiati
  5. Garantire l’accesso al credito per famiglie e imprese, creando un fondo per i prestiti a tasso zero.
  6. Spingere la decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento, premiando quelli a emissioni zero.
  7.    Allargare il superbonus all’eliminazione delle barriere architettoniche e agli edifici senza impianti. Per aiutare tanti anziani, spesso con difficoltà di deambulazione, che vivono nei condomini. Agli incentivi devono inoltre potere accedere le riqualificazioni energetiche realizzate in alloggi privi di sistemi di riscaldamento, frequenti al Sud.
  8. Premiare i materiali salubri, naturali e provenienti dal riciclo
  9. Semplificare gli interventi di retrofit energetico dei condomini. Vanno semplificati gli interventi che puntano a una radicale riduzione dei consumi energetici delle abitazioni, con retrofit che interessano impianti, isolamento, facciate.
  10. Rafforzare il ruolo di regia e di controllo da parte del Governo, attraverso un coordinamento più efficace dei diversi Ministeri ed Enti coinvolti

 

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