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Nel 2020 peggiorano indicatori di sviluppo sostenibile – Tg Ambiente

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In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con ItalPress: 1)Nel 2020 peggiorano indicatori di sviluppo sostenibile; 2) Ue, Sud più vulnerabile ai cambiamenti climatici; 3) Bankitalia, con smart working giù emissioni banca; 4)Distributori ricicla plastica in tutti i supermercati europei

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con ItalPress:

 

1)Nel 2020 peggiorano indicatori di sviluppo sostenibile: Con la pandemia stop i progressi in Italia sullo sviluppo sostenibile. è quanto emerge dal rapporto Istat sdgs 2021. L’analisi complessiva degli indicatori al 2019 mostra un quadro complessivamente positivo rispetto a 10 anni prima con il 60,5% delle misure in miglioramento. Il 19,1% invariate e il 20,5 in peggioramento. L’intensità dei segnali favorevoli però diminuisce significativamente, considerando i dati aggiornati al 2020. Rispetto all’anno precedente, scende al 42,5% la quota di misure in miglioramento, mentre sale al 37% quello di misure in peggioramento. L a mappa regionale dello sviluppo sostenibile mostra un vantaggio consolidato nel Nord-Est rispetto al Sud e alle Isole. In particolare nelle province autonome di Bolzano e Trento, più del 40% degli indicatori si trovano nel quinto quintile, quello più virtuoso. Anche la Valle d’Aosta presenta una distribuzione particolarmente favorevole, pari al 40,6%.

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2)Ue, Sud più vulnerabile ai cambiamenti climatici:  L’Italia meridionale, insieme a Spagna, Portogallo, Bulgaria, Romania e Polonia è tra i territori in Europa più vulnerabili ai cambiamenti climatici. A sostenerlo è la ricerca ‘Climate’ del programma studi Ue Espon, specializzato in analisi regionali, che analizza l’esposizione e la sensibilità ai cambiamenti climatici di ciascuna regione nel Vecchio Continente. In generale, osservano i ricercatori, nelle regioni metropolitane europee l’impatto ai cambiamenti climatici tenderà ad essere elevato a causa dell‘alta concentrazione di popolazione, infrastrutture e beni culturali, oltre al fatto che spesso queste aree si trovano a ridosso di fiumi o lungo le coste. Ma la loro capacità di adattamento, generalmente superiore a quella di regioni non metropolitane, rende questi territori meno vulnerabili ai cambiamenti climatici. Tra i territori più vulnerabili, i ricercatori inseriscono anche le regioni montuose, in particolare in Grecia e Spagna, le regioni alpine e le località costiere, specialmente quelle che si affacciano sul Mar Mediterraneo e sul Mare del Nord.

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3) Bankitalia, con smart working giù emissioni banca: Ridotti consumi ed emissioni della Banca Italia nel 2020 per la crisi pandemica e il ricorso allo Smart Working. Durante l’emergenza sanitaria, i dipendenti ha lavorato da remoto sono stati in media circa il 59% sul totale del personale in servizio. Rispetto al 4% dell’anno precedente. Le emissioni totali di anidride carbonica della banca sono diminuite del 28% rispetto all’anno precedente. Quelle dovute agli spostamenti casa-lavoro, si sono quasi dimezzate, anche se durante la pandemia è aumentato il ricorso dall’auto privata in sostituzione dei mezzi pubblici. Alla riduzione dell’impronta carbonica complessiva, ha anche contribuito la diminuzione del 30% dei consumi di carta per le pubblicazioni degli acquisti a un ufficio.

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4) Distributori ricicla plastica in tutti i supermercati europei: Favorire la diffusione deidistributori per riciclare bottiglie di plastica in tutti i supermercatidei Paesi dell’Unione europea. è la nuova iniziativa dei cittadini europei (Ice) che è stata registrata dalla Commissione europea per la quale servono però almeno un milione di firme da almeno sette diversi Stati membri Ue per far sì che l’Esecutivo europeo debba prendere una decisione in merito. La campagna, denominata #ReturnthePlastics, ha come obiettivo quello di creare un vero e proprio sistema di vuoti a rendere per il riciclo della plastica, incentivando le catene di supermercati a dotarsi di distributori.  Secondo i promotori della campagna, la proposta sarebbe anche l’occasione per colmare un vuoto normativo lasciato dalla direttiva Ue sulla plastica monouso che non contempla le bottiglie di plastica tra i prodotti vietati, nonostante impieghino fino a 500 anni per decomporsi.

 

 

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