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Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development, il progetto per scambiare buone pratiche e trasferire conoscenze

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L’obiettivo generale del progetto SCSD-SD è di contribuire allo sviluppo sostenibile attraverso il dialogo tra la società civile della Turchia e quella dell’Italia, nell’ambito del processo di adesione della Turchia e trattative negoziali in il campo ambientale.

Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea (UE) nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V, che supporta iniziative dedicate allo scambio di conoscenza ed esperienze su temi di interesse comuni alla società civile turca e UE.

Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è iniziato il 1 aprile 2019 e ha una durata di 15 mesi. Le organizzazioni partner sono Kyoto Club, Roma (Coordinamento) e Çevreci Enerji Derneği (Environmental Energy Association), Smirne. I partner associati sono la Municipalità di Karşıyaka, in Turchia e il Comune di Bologna, con l’Ufficio di sostenibilità ambientale.

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Obiettivo è migliorare e sostenere un dialogo efficace con la società civile grazie allo svolgimento di tre tipologie di attività:

  1. Scambi bilaterali di esperienze.
  2. Sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
  3. Cooperazione a lungo termine tra società civile, settore pubblico e privato.

Gli obiettivi specifici di ciascuna attività sono:

  • aumentare gli scambi bilaterali e la cooperazione a lungo termine tra Turchia e Italia nel settore ambientale;
  • promuovere iniziative di sensibilizzazione sull’importanza e i benefici dello sviluppo sostenibile;
  • diffondere le buone pratiche rispettose del clima e dell’ambiente.

Attraverso conferenze, incontri, visite di studio e attività di sensibilizzazione alla sostenibilità, saranno coinvolte le principali organizzazioni della società civile e gli Enti locali delle aree metropolitane di Smirne, Roma, Bologna e Bruxelles.

L’obiettivo generale del progetto SCSD-SD è di contribuire allo sviluppo sostenibile attraverso il dialogo tra la società civile della Turchia e quella dell’Italia, nell’ambito del processo di adesione della Turchia e trattative negoziali in il campo ambientale. Prevede di migliorare e sostenere un dialogo efficace con la società civile, grazie allo svolgimento di tre tipologie di attività come scambi riguardo esperienze nel settore tra i due paesi, avviare azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di cooperazione a lungo tra società civile, settore pubblico e privato.

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Sergio Andreis, direttore Kyoto Club: “L’idea è di scambiare buone pratiche, trasferire conoscenze. Bologna grazie anche a Kyoto Club, è stata la prima città italiana a provare un piano di adattamento di resilienza ai cambiamenti climatici“. 

Grazie al progetto SCSD-SD sono stati raggiunti diversi obiettivi: il Comune di Karşıyaka ha lanciato un dipartimento per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Inoltre è stato redatto e fatto circolare uno studio che analizza la legislazione turca in materia di ambiente e i progressi compiuti nell’armonizzare le proprie leggi sul clima con quelle dell’Unione Europea.

La Turchia e la città di Izmir si tingono ancora più di verde: il Comune di Karşıyaka ha deciso infatti di rafforzare il suo impegno per la tutela del clima. Il primo cittadino della municipalità, Cemil Tugay, ha deciso infatti di istituire un dipartimento per la lotta contro il cambiamento climatico.  Un traguardo raggiunto grazie anche a Sustainbale Civil Society Dialogue for Sustainable Development (SCSD-SD), un progetto coordinato da Kyoto Club e dell’associazione di Izmir Environmental Energy Association e co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V. Obiettivo principale: rafforzare il legame tra la società civile turca e quella europea per sensibilizzare le persone e tutelare il Pianeta dal cambiamento climatico.

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Izmir e Roma sono ora molto più vicine grazie ai ponti che sono stati costruiti fra le due città durante i mesi di attività del progetto. La delegazione turca, nel corso del 2019, si è recata in visita prima nella Capitale – dove ha visitato le principiali associazioni ambientaliste tra cui Legambiente, Greenpeace Italia, Coldiretti, Coordinamento nazionale FREE, Lunaria, Federbio – e poi a Bologna, dove ha avuto modo di studiare le buone pratiche del Comune in materia di adattamento e resilienza climatica. Il capoluogo emiliano è stato, tra le altre cose, il primo centro a dotarsi di un Piano di adattamento locale al cambiamento climatico (progetto Life BLUEAP), con l’obiettivo di rendere la città meno vulnerabile alle conseguenze negative del clima impazzito. In diverse occasioni, anche la delegazione italiana composta dallo staff di Kyoto Club e di altre realtà si è recata a Izmir per incontrare gli ambientalisti turchi. Che in Turchia stanno vivendo un momento propizio.

“Molte associazioni che operavano in altri settori, soprattutto nel campo della gioventù, si sono “riconvertite” iniziando a collaborare con altri soggetti della società civile per organizzare eventi e attività sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e sui cambiamenti climatici” dichiara Hazal Coskun, project coordinator di Environmental Energy Association. Secondo i dati, ci sono poco meno di 120 mila organizzazioni della società civile in Turchia, mentre il 9% della popolazione è membro di almeno un’associazione. Nell’Unione europea si registra un’associazione ogni 40 persone, mentre in Turchia il numero sale a 650.

Non solo il terzo settore: anche i Comuni si mobilitano per decarbonizzare l’economia e spingere la transizione verso un sistema fossil free, con molti di questi hanno iniziato a costruire centrali solari sul tetto. Karşıyaka, ad esempio, ha una centrale solare da 493 kW e ha deciso di costruirne un’altra da 1 MW. Inoltre, la municipalità guidata dal Sindaco Cemil Tugay fa parte del Patto dei sindaci e prepara ogni anno Piani d’azione per l’energia sostenibile e per il clima. Un’azione pilota che, grazie anche a SCSD-SD, si è diffusa tra gli altri comuni di Smirne, che hanno iniziato a costruire dipartimenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici e hanno iniziato a lavorare su progetti e pianificare attività con le organizzazioni della società civile.

Ricordiamo che nel 2017, il Paese mediorientale si è dato l’obiettivo di aumentare di oltre il 50% la quota di energia derivante da fonti rinnovabili al 2023. Inoltre, lo scorso anno, l’elettricità prodotta da energie pulite, ha toccato quota 43%-44%. Ed oltre ad aiutare il clima e l’ambiente, “l’aumento dell’uso di energie rinnovabili ridurrà la dipendenza dall’energia straniera, creerà nuove opportunità di lavoro e contribuirà ad aumentare l’efficienza energetica” dichiara infine Hazal Coskun. Sperando che la collaborazione con le associazioni italiane continui in maniera prolifica. Perché l’unione fa la forza.

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Venerdì 2 ottobre, Kyoto club organizza un convegno online in inglese all’interno del #FestivalSviluppoSostenibile di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Il dibattito, che vedrà la partecipazione di esponenti dell’associazionismo turco e italiano, sarà incentrato sull’attitudine della società civile nel sensibilizzare persone, settore privato, scuole e istituzioni pubbliche sulle tematiche relative alla sostenibilità ambientale e ai cambiamenti climatici.
Per partecipare all’evento: https://bit.ly/3cBZkvG

PROGRAMMA COMPLETO

 

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