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Covid-19, code ai supermercati perché 1 italiano su 3 fa spesa ogni 72h

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Supermercati. “I negozi di alimentari e i supermarket continuano a rimanere aperti e riforniti, per garantire a tutti i cittadini cibo e beni di prima necessità, grazie innanzitutto alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore cui va la nostra gratitudine più sincera” – scrive così la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova ricordando che “resta però il problema delle lunghe code che si sono create anche oggi davanti ai negozi, con tempi di attesa lunghissimi e a volte insostenibili, soprattutto per le persone più fragili, come gli anziani, e per chi lavora, che non riesce a fare la spesa per il minor tempo a disposizione”.

Occorre infatti evitare le inutili e pericolose file ai supermercati.

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’ quasi 1 italiano su 3 (30%) non resiste nemmeno 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa in negozi, supermercati e alimentari.

La confederazione degli agricoltori assicura che “con le crescenti difficoltà alle frontiere tra Paesi, l’approvvigionamento alimentare degli italiani nei supermercati è assicurato dall’agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi”.

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Quello che emerge dal sondaggio è che nel 38% delle case degli italiani sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali.

Nelle dispense sono stati accumulati soprattutto:

  • pasta, riso e cereali (26%),
  • latte, formaggi, frutta e verdura (17%),
  • prodotti in scatola (15%),
  • carne e pesce (14%),
  • salumi e insaccati (7%)
  • vino e birra (5%)

“Un comportamento irrazionale che – scrive la Coldiretti – mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani che continuano ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all’industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione. Una realtà che allargata dai campi agli scaffali vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil grazie al lavoro tra gli altri di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercati (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000)”

Si tratta di una rete diffusa lungo tutto il territorio che viene quotidianamente rifornita dalle campagne italiane dove stalle, serre e aziende continuano a produrre per seguire i cicli della natura, dall’attività di allevamento a quella di coltivazione, come dimostrano le campagne social avviata dalla Coldiretti #l’agricolturanonsiferma e #MangiaItaliano.

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“Per venire incontro a queste nuove esigenze dalla Val d’Aosta alla Sicilia gli agricoltori dei mercati, degli agriturismi e delle fattorie di Campagna Amica – riferisce ancora la Confederazione degli Agricoltori – hanno attivato servizi di consegna a domicilio, per far arrivare sulle tavole degli italiani le eccellenze del territori a chilometri zero con le iniziative visibili sul sito www.campagnamica.it”.

L’Italia è il primo produttore UE di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi.

E anche per quanto riguarda la frutta l’Italia primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.

La Penisola risulta poi il secondo produttore dell’Unione Europea di lattughe, cavolfiori e broccoli, spinaci, zucchine, aglio, ceci, lenticchie e altri legumi freschi.

È altresì seconda per la produzione di pesche, nettarine, meloni, limoni, arance, clementine, fragole (coltivate in serra), olive da olio, mandorle e castagne.

Infine, l’Italia detiene il terzo posto in Europa per quanto riguarda asparagi, ravanelli, peperoni e peperoncini, fagioli freschi, angurie, fichi, prugne e olive da tavola, secondo la Fondazione Edison.

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Soprattutto l’Italia – continua la Coldiretti – “è leader indiscusso nella Ue per la qualità alimentare con 299 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari”.

L’emergenza Covid-19 che ha “ridotto gli scambi commerciali, per la chiusura delle frontiere e le difficoltà nei trasporti, ha provocato il balzo nelle quotazione delle materie prime agricole a livello internazionale facendo emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza” – afferma il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini nel sottolineare che in questo scenario “l’Italia, che è il Paese con più controlli e maggiore sostenibilità, ne potrà trarre certamente beneficio ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il potenziale agricolo nazionale“.

“L’ultima generazione – precisa Prandini – è responsabile della perdita in Italia di oltre della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. Oggi in Italia gli agricoltori devono vendere ben 5 chili di grano tenero per potersi pagare un caffè ma con una giusta remunerazione l’Italia può ulteriormente aumentare la produzione per diventare addirittura autosufficiente in molti settori”.

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Per affrontare l’emergenza Covid-19 e costruire il futuro è nata “l’alleanza salva spesa Made in Italy con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole promossa da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distribuzione commerciale Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Deco’, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vege’.

Nell’appello ai cittadini e alle Istituzioni si legge in particolare: “anche in questi momenti di emergenza la catena produttiva, logistica e distributiva è riuscita a garantire i beni necessari per tutte le famiglie italiane. Il modo per ringraziare tutte queste persone del loro sacrificio e forte senso di responsabilità è uno solo: ogni volta che puoi chiedi e compra prodotti italiani. Noi dal canto nostro faremo la nostra parte. Vigilando insieme che lungo tutta la filiera sia premiato e valorizzato chi adotta pratiche commerciali corrette e trasparenti. Ed escludendo e denunciando chiunque possa pensare in un momento così delicato di speculare o approfittare di situazioni di carenza o di eccesso di prodotto abbassando il prezzo ingiustificatamente sui prodotti più richiesti. Chiediamo al Governo e alle autorità pubbliche di aiutarci nel lavoro di rifornire gli italiani dei beni essenziali, con provvedimenti semplici e chiari che permettano con la massima sicurezza possibile la continuità della raccolta, della produzione, della trasformazione e della distribuzione dei prodotti di largo consumo”.

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