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Superbonus 110%, disponibile on line le linee guida. Ecco cosa prevedono

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Disponibili le linee guida del Superbonus, l’incentivo governativo per alcuni interventi di efficientamento energetico e adeguamento antisismico ottenendo una detrazione fiscale pari al 110% della somma spesa ma anche cedendo questo credito di imposta alle aziende ottenendo lo sconto totale in fattura.

Ecco le linee guida del Superbonus SCARICA QUI IL FILE SUPERBONUS 110%


Una misura, contenuta nel Decreto Rilancio (un pacchetto da 55 miliardi per far ripartire l’Italia dopo il lockdown), che potrebbe dare una forte accelerazione al percorso della transizione energetica.

Le aziende, a loro volta, potranno cedere il credito a fornitori e istituti di credito. Una possibilità concreta all’indomani dell’annuncio di due importanti banche, Unicredit e Intesa San Paolo, di essere pronte ad acquistare il credito di imposta con delle iniziative ad hoc. I due istituti hanno previsto espressamente l’acquisto del credito di imposta del Superbonus al 110%, in modo tale da garantire in maniera immediata la liquidità necessaria ad effettuare i lavori. Ne parliamo con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, promotore di questo eco bonus.

Sottosegretario, com’è nata l’idea di questo Superbonus ed in cosa consiste esattamente la detrazione al 110%?

“L’idea è nata da un’analisi della situazione economica del nostro paese, prima ancora del  lockdown,  perché sappiamo come uno dei settori più penalizzati in questi anni. Stiamo parlando di u n settore che dal 2008 ha perso più di 600 mila posti di lavoro con una contrazione del 25% degli investimenti e questo settore è quello dell’edilizia e solitamente è un settore trainante. Dall’altro abbiamo sì gravi crisi che dobbiamo affrontare ogni giorno, ma la più grande sfida è quella di cambiamenti climatici e della transizione energetica, della sostenibilità. Quindi abbiamo cercato di unire queste due esigenze, puntando sull’edilizia ma in un’ottica più moderna, più sostenibile quindi sulla ristrutturazione anziché la costruzione del nuovo. Ovviamente per favorire questo sviluppo era necessario creare una domanda, per permettere ai cittadini di fare questa ristrutturazione. Ecco che è nato questo 110% superbonus che ha esteso l’ecobonus esistente portandolo oltre il limite del 100%, per permettere ai cittadini di rifare la propria casa dal punto di vista energetico o sismico, perché la sicurezza un altro grande obiettivo a cui lo Stato punta, sostanzialmente senza un esborso economico, gratuitamente”.

Tre gli interventi trainanti per poter accedere al bonus:

  • Isolamento termico nei condomini
  • Isolamento termico nelle case unifamiliari
  • Sostituzione della caldaia nelle case unifamiliari o negli spazi comuni dei condomini

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Quali risultati vi aspettate da questa misura?

“È un settore che ha un grande effetto moltiplicatore dell’economia. L’effetto calcolato sul settore  dell’edilizia è 1,84 cioè ogni euro speso in questo settore produce un effetto positivo per l’economia pari a  €1,80. Quindi se lo stato ci mette un €1, la società nel suo complesso ci guadagna €1,80. Ma non solo, gli edifici oggi sono anche i responsabili del 40% dei consumi di energia e del 36% della produzione di CO2 a livello globale, quindi è chiaro che senza un intervento pesante sull’edilizia è impossibile immaginare di raggiungere il target che ci siamo dati a livello europeo già per il 2030. Domani sostanzialmente. E dobbiamo correre in questa direzione. Ecco che questo settore è fondamentale. E poi non dimentichiamo che l’investimento nel ‘Green’, gli investimenti verdi sono oggi gli investimenti a più alto fattore, non solo moltiplicativo ma che producono più posti di lavoro. Secondo la banca mondiale degli investimenti, un milione di dollari investiti nel verde porta a quasi 14 posti di lavoro, se investiamo nei settori tradizionali (quelli sostanzialmente energivori) portano dai 5 ai 6 posti di lavoro. Quindi creiamo anche molti più posti di lavoro investendo in questo in questa direzione. Quindi ci aspettiamo anche nuovi posti di lavoro, nuovi occupati e questo permetterà ovviamente di dare una mano al nostro PIL che come sapete ha avuto una grande contrazione in questi mesi a causa del lockdown.

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Chiamiamolo capitolo ‘furbetti’, coloro che cercheranno di far pagare al cittadino una percentuale per le spese burocratiche, i progetti e le certificazioni. Come vigilerete su questo e i l 110% copre tutti i costi compresa la progettazione e la certificazione?

“Prima di tutto è importantissima l’informazione quindi vi ringrazio per questa intervista perché mi date la possibilità di spiegarlo: assolutamente le spese burocratiche sono ricomprese all’interno del bonus e quindi non devono essere sostenute dai cittadini a meno che il credito e il bonus voglia essere tenuto dal cittadino e scalato poi negli anni successivi nel pagamento delle tasse. Ma se il cittadino decide avere lo sconto in fattura, questo deve comprendere anche le spese burocratiche. Ovviamente nessuno può impedire al 100% che si eviti che qualcuno provi a truffare o comportarsi non correttamente, ma la burocrazia e la certificazione dovrà essere fatta da un tecnico professionista che dovrà assicurarsi, e anche questo è ricompreso, con assicurazione privata per garantire, nel caso in cui l’asseverazione non fosse corretta, che questa falsa dichiarazione  non gravi sulle tasche del cittadino o sullo Stato, ma sull’assicurazione. Quindi diciamo che è anche un controllo di mercato perché le assicurazioni di certo non gradiranno dei tecnici scorretti perché poi devono pagare loro”.

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Rimanendo in tema Burocrazia, le chiedo: il vecchio ecobonus era già molto conveniente ma le varie procedure da seguire hanno limitato l’accesso alla domanda, in questo caso quanto inciderà la burocrazia?

 “Beh è sempre molto difficile trovare un buon compromesso tra la burocrazia, la certificazioni, che poi sono anche uno strumento per evitare le truffe, e la velocità di realizzazione. Noi abbiamo affidato a due enti pubblici che sono l’Enea e l’Agenzia delle entrate il compito di monitorare la correttezza della documentazione e anche l’erogazione del credito d’imposta. Stiamo sviluppando una piattaforma con Agenzia delle Entrate in modo da digitalizzare sempre di più e velocizzare tutto questo. Io sono assolutamente convinto che proprio perché i costi della burocrazia sono oggi sostenuti dall’ ecobonus e la durata limitata del bonus, saranno tutti gli operatori incentivati a velocizzare qualsiasi documentazione necessaria e la risposta a qualsiasi documentazione necessaria. Considerate che in questo momento lo Stato proprio per la crisi economica globale ha tutta l’intenzione di favorire questo processo e non di rallentarlo, quindi anche l’Agenzia delle Entrate e l’Enea sono già attive e sensibilizzate per dare massima assistenza a tutti quello che chiederanno il superbonus e fornire la massima rapidità nella risposta”.

Tante le modifiche che sono state apportate in questo primo passaggio parlamentare, punto cardine della norma però sono le banche, che dovranno diventare una sorta di intermediario finanziario, accettando il credito d’imposta. Cosa ci guadagnano nel farlo? Ma soprattutto, in che modo vigilerete affinché lo facciano?

“Lo Stato non può obbligare ovviamente, ma stiamo lavorando con le principali banche italiane per elaborare dei prodotti, e saranno a breve disponibili, per le imprese e le famiglie. Che cosa devono prevedere questi prodotti bancari: la liquidità per le imprese di poter iniziare i lavori e poi la cedibilità, la banca stessa, l’acquisto del credito di imposta da parte della banca stessa. Perché 110% perché quel 10% in più è proprio il guadagno di chi acquista il credito di imposta. È un guadagno congruo perché comunque garantisce nei 5 anni di coprire l’interesse marginale e permetterà alla banca di comprare credito d’imposta ad un valore non superiore al 100%,  in modo da poter fare una fattura pari a zero all’impresa. Ovviamente il libero mercato potrebbe anche chiedere qualcos’altro ma io credo che se le principali banche italiane, come stanno facendo, erogheranno un prodotto buono e non eccessivamente speculativo, perché è giusto che tutti ci guadagnino, dalla famiglia all’impresa e anche al settore bancario. Questo determinerà il mercato e nessun altro avrà l’interesse di andare oltre al 10% che è il margine di guadagno di chi compra il credito d’imposta perché ci sarà una grande banca che invece terrà questa linea. Stiamo cercando di indicare la linea al mercato proprio lavorando con le più grandi banche che hanno una capillarità su tutto il territorio nazionale. I prodotti sono quasi pronti e presto verranno lanciati e già garantiscono questa congruità del prezzo”.

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