Superbonus, Livio De Santoli: “Una follia buttare via anche i vantaggi”

L’affondo contro la decisione del governo.

Il decreto legge varato in fretta e furia dal governo, che blocca la cessione dei crediti e lo sconto in fattura per il Superbonus e altri bonus edilizi, preoccupa non poco imprese e cittadini. A nulla sembrano essere valse le rassicurazioni e l’annuncio del ricevimento, lunedì prossimo a Palazzo Chigi, delle associazioni del settore. Anche per questo, mentre le stime parlano del rischio di perdere 100mila posti di lavoro, imprese e associazioni annunciano proteste. Mentre infuria la polemica anche a livello politico.

Una follia interrompere così bruscamente un processo che aveva portato vantaggi di natura fiscale ed economica, che aveva rilanciato un settore agonizzante come quello edilizio. Viene tutto buttato, comprese le cose positive fatte, senza risolvere le criticità come il costo dei materiali fuori controllo” – ha spiegato Livio De Santoli, pro-rettore alle politiche energetiche dell’Università La Sapienza – “Ci sono cose che andavano messe a punto. Il 110% poteva essere portato all’80-90%, si potevano privilegiare le fasce di popolazione meno abbienti, si potevano individuare altri oggetti di intervento e non le villette o le seconde case. Invece di migliorare, si è deciso di bloccare tutto con un colpo di mano: è una specie di harakiri dello Stato. Dopo aver investito tanto, con la necessità di soddisfare le richieste dell’Europa, ora siamo senza uno strumento, senza prospettive e con decine di migliaia di aziende che chiuderanno“.