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Addio al Superbonus, crolla l’efficienza energetica degli edifici

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Già nel 2023 si è annullato l’effetto positivo degli anni scorsi.

L’addio progressivo al Superbonus impatta negativamente sull’efficienza energetica degli edifici in Italia. Negli ultimi anni, il bonus edilizio al 110% aveva indotto una quantità notevole di investimenti che, riducendo la dispersione termica ed energetica, consentivano importanti risparmi in bolletta. Ora, però, come segnala un report di ProntoPro (marketplace di riferimento per i servizi professionali che mette in contatto domanda e offerta), gli investimenti nell’efficientamento energetico degli edifici sono già crollati.

Lo stop al Superbonus

Se l’isolamento termico delle pareti esterne (cappotto termico o rifacimento delle facciate) consente mediamente un risparmio in bolletta del 40%, la sostituzione degli infissi può migliorare del 20% l’efficienza energetica degli edifici. L’ultima manovra del governo, però, ha bloccato il Superbonus 110%, prevedendo una riduzione delle detrazioni al 90% nel 2024 e al 70% nel 2025. La primissima conseguenza è che già nel breve termine si ridurranno gli interventi per rendere più efficienti gli edifici dal punto di vista energetico.

Crolla l’efficientamento energetico 

Con i cambi di regole in corsa e l’annunciata riduzione delle detrazioni previste dal Superbonus, già nel 2023 si è verificata una notevole flessione degli investimenti nelle varie tecniche di efficientamento energetico degli edifici. Rispetto al 2022, infatti, è crollata la richiesta di installazione di impianti rinnovabili, come pannelli fotovoltaici (-57%) e solari (-34%). In netta flessione anche i riscaldamenti a pavimento (-39%) e le stufe a pellet (-35%). Calano anche le richieste di rifacimento delle facciate (-10% rispetto al 2022 e -53% rispetto al 2021).

Le tecnologie più apprezzate

Ci sono però alcune tecnologie di efficientamento energetico degli edifici che, nonostante lo stop al Superbonus 110%, continuano ad essere molto apprezzate e richieste dagli italiani. La prima è senza dubbio la domotica: nel 2023, rispetto all’anno precedente, è aumentata del 38% la richiesta di impianti che consentono da remoto il controllo dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento, l’illuminazione della casa e l’automatizzazione di finestre, tapparelle e tende da sole. Secondo ProntoPro, una gestione intelligente degli impianti tramite la domotica può consentire un risparmio in bolletta del 25%.

Caldaie e scaldabagni 

Discorso a parte meritano caldaie e scaldabagni. Impianti più recenti garantiscono una maggiore efficienza ed un maggiore risparmio energetico. Nel 2023, sono aumentate del 18% le richieste di sostituzione o installazione di nuovi apparecchi e dell’11% quelle di manutenzione o revisione. Gli italiani preferiscono nettamente (77,61%) le caldaie a metano, seguite dalle pompe di calore elettriche (11,98%). Impianti particolarmente energivori, che garantiscono il risparmio in bolletta solo se abbinati ad un impianto fotovoltaico.
Discorso analogo per gli scaldabagni: le richieste di installazione di nuovi sono aumentate dell’11%, quelle di manutenzione o revisione del 7%.

I costi 

Lo stop al Superbonus continuerà a impattare sull’efficienza energetica degli edifici per un motivo molto semplice: i costi elevati. La revisione obbligatoria (biennale) della caldaia costa mediamente 80 euro e, secondo ProntoPro, è bene programmare controlli annuali, poiché un’uscita in emergenza dei tecnici costa circa il 15% in più rispetto ad un appuntamento concordato in anticipo.
Gli esperti, in caso di installazione di una nuova caldaia, consigliano quella a condensazione, che ricicla il vapore senza disperderlo e lo utilizza per produrre acqua calda. I vantaggi sono molteplici: risparmi in bolletta mediamente del 20%, basse emissioni inquinanti e una maggiore efficienza energetica. Il costo complessivo dell’installazione di un nuovo impianto, tuttavia, è pari a circa 2000 euro.
Sostituire gli infissi ha un costo a seconda dei materiali: più economiche le finestre in PVC (fino a 250 euro al pezzo) rispetto a quelle in legno (costo medio 500 euro a infisso). I costi di posa, che includono anche lo smaltimento delle vecchie finestre, si aggirano intorno ai 100 euro.
Se gli impianti fotovoltaici costano mediamente 2000 euro a Kilowatt, quelli domotici possono costare dai 5000 euro in su.
Ancora più variabile il costo del cappotto termico: i prezzi totali variano tra i 50 e i 100 euro al metro quadro e variano in base al tipo di isolante scelto, alla superficie da coprire e alla località.