Superbonus e crediti fiscali, le imprese edili in piazza a Roma

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Oggi, a piazza della Repubblica, la prima manifestazione. Ne seguirà un’altra a Napoli, prevista per il 18 maggio.

Superbonus, protestano le piccole e medie imprese edili. Si è tenuta oggi, a Roma, una manifestazione per sottolineare il paradosso di chi rischia il tracollo economico e la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro (tra diretto e indotto), nonostante avendo centinaia di migliaia di euro di crediti fiscali nel cassetto.

Superbonus, fondi bloccati per le Pmi

I soldi di crediti fiscali ‘scontati’ in fattura alla committenza (in prevalenza condomini o case unifamiliari) non possono essere monetizzati con le cessioni perché, con il decreto antifrodi, le procedure sono diventate troppo lunghe e complesse. Senza contare che le banche non accettano più le cessioni. Per questo, le imprese si sono riunite sotto la sigla ‘Class action nazionale per l’edilizia‘ insieme a Partitalia (associazione di partite Iva) e Faci (Federazione artigiani e commercianti italiani), andando in piazza per chiedere procedure più snelle e tempi rapidi per avere i soldi dopo la certificazione del credito.

Superbonus, le imprese protestano

La prima manifestazione si è tenuta oggi a Roma, in piazza della Repubblica. Ce ne sarà anche un’altra, a Napoli, il 18 maggio, perché in Campania si registra un alto numero di imprese edili. Le nuove norme contro le frodi hanno rallentato tutte le procedure, colpendo anche le piccole e medie imprese che hanno sempre agito rispettando la legge e che ora si trovano esposte con fornitori, dipendenti, istituti previdenziali e Fisco. Il rischio è di non poter onorare gli impegni economici, pur avendo soldi che non sono però monetizzabili in tempi brevi. “La situazione non è più sostenibile, così potranno resistere solo i grandi gruppi imprenditoriali“, spiega il comitato Class action dell’edilizia.

Superbonus, le imprese ricevute al Mef

Intanto, la protesta sembra aver portato un primo risultato. I rappresentanti delle associazioni, a cominciare da Partitalia, sono stati infatti ricevuti al Ministero dell’Economia dal sottosegretario Federico Freni. In assenza di convergenze tra i partiti, il Mef attende che gli organizzatori della manifestazione indichino i punti di riferimento incaricati dai capigruppo, in modo da decidere quali emendamenti portare.

Serve la convergenza del Parlamento, non c’è una strategia chiara per fronteggiare le frodi senza soffocare le imprese. Ci siamo impegnati a creare un coordinamento di tutte le forze politiche per presentare una richiesta al Mef e avere finalmente norme che sblocchino la situazione” – ha spiegato Michel Fabrizio di Partitalia – “Adesso tutti i responsabili delle associazioni si faranno carico di parlare con i partiti e avere un discorso chiaro e definitivo su questa storia, evitando che ci sia un rimpallo tra Mef e Parlamento“.

Superbonus, Fraccaro: “Sostegno totale alla filiera”

Sul caso è intervenuto anche Riccardo Fraccaro, deputato M5S ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. “Da novembre 2021, le continue modifiche al Superbonus hanno messo a dura prova la sopravvivenza di tutta la filiera edile, con migliaia di aziende serie e oneste che hanno maturato crediti di imposta resi invendibili dalle continue e inadeguate modifiche del Governo” – ha spiegato Fraccaro in una nota – “Oggi tutte le categorie coinvolte chiedono ancora una volta di sbloccare la libera circolazione dei crediti fiscali maturati dai bonus edilizi e denunciano la pericolosa deriva a cui stanno andando incontro: migliaia di aziende, che hanno sempre lavorato nella legalità e onestà, stritolate da questo meccanismo insano, rischiano di finire in mano a operatori che, approfittando della situazione, acquistano crediti al 70% del loro valore“.

Riccardo Fraccaro ha poi aggiunto: “Una situazione drammatica e di una gravità estrema che il governo non può e non deve assolutamente ignorare. Esprimo il mio totale sostegno a imprenditori edili, fornitori, tecnici e cittadini e continuerò a dare battaglia in Parlamento affinché questa stortura venga risolta al più presto“.

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