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Dopo la soppressione della controversa deroga al tetto dello stipendio dei manager pubblici, i tempi sono ancora più stretti.

Superbonus, la palla torna al Senato ma i tempi per salvarlo sono ancora più stretti. La Camera ha approvato il Dl Aiuti bis, che dovrà essere convertito in legge entro l’8 ottobre. Ed ora a Palazzo Madama, per martedì 20 settembre, è prevista una seduta apposita per l’esame in terza lettura. Un ritardo dovuto alla necessità di cancellare il controverso emendamento sulla deroga al tetto degli stipendi degli alti dirigenti pubblici.

Superbonus, cosa succede ora

Tra le varie modifiche apportate alla legge prima dell’esame della Camera, c’era proprio la norma che limita la responsabilità in solido per la cessione dei crediti certificati del Superbonus e di altri bonus edilizi, nei casi di dolo o colpa grave. La situazione, quindi, rimane di totale confusione e incertezza. Anche perché dopo l’approvazione in Senato, servirà attendere i chiarimenti e le istruzioni applicative dell’Agenzia dell’Entrate, dopo la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale.

Superbonus, banche e costruttori chiedono chiarimenti

Le banche e i costruttori chiedono, al tempo stesso, una rapida applicazione e maggiori chiarimenti sulle norme che regoleranno il Superbonus. Dopo le richieste dell’Associazione bancaria italiana (Abi), anche l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha avanzato delle richieste precise. I costruttori chiedono di riattivare un meccanismo bloccato da troppo tempo e annunciano di aver avviato un tavolo di lavoro per analizzare il rapporto tra banche e imprese edili, il pieno funzionamento della cessione dei crediti e le migliori condizioni per far funzionare il mercato delle cessioni a pieno regime.
Sono proprio Massimiliano Musumeci, direttore generale dell’Ance, e Gianfranco Torriero, vicedirettore generale dell’Abi, a sollecitare l’Agenzie delle Entrate: “La circolare del giugno scorso non è più coerente con le nuove norme, il suo contenuto va rivisto e va chiarito il limite in cui definire i casi di dolo e colpa grave“.

Il Superbonus e la campagna elettorale

Inevitabilmente, il Superbonus è anche uno dei temi della campagna elettorale, in un periodo contraddistinto dalla crisi dell’energia e dalla necessità dell’efficientamento. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha spiegato durante un incontro da remoto con Confartigianato: “Il Superbonus va rivisto, soprattutto non dovrebbe mai superare l’80% del costo sostenuto. Lo indirizzerei verso la prima casa, con norme semplificate e più controlli. Ma ora vanno tutelati gli esodati del 110%, perché non possiamo cambiare le norme a chi ha iniziato i lavori. La norma era scritta male e applicata peggio, poi quando lo Stato se n’è accorto ha buttato il bambino con l’acqua sporca, lasciando in ginocchio le aziende che avevano solo seguito le regole“.
A difendere a spada tratta il Superbonus, norma voluta soprattutto dal Movimento 5 Stelle, c’è anche Roberto Fico. “Non dobbiamo dimenticare che il Superbonus è una misura di cui beneficiano tutti“, ha precisato il presidente della Camera.