Al forno Sunalle di Fonni il pane carasau più buono della Sardegna

“Sunalle”, panificio di Fonni, paese più alto della Sardegna, da oltre 30 anni leader nella produzione di pane carasau. Ecco la ricetta del prodotto alimentare simbolo dell’Isola.

Quando nel 1991 le cognate Sara Urrai e Maria Marceddu decisero di diventare socie, non immaginavano che “Il Vecchio Forno” sarebbe diventato sinonimo di “pane carasau”.

Siamo a Fonni, il paese più alto della Sardegna, nel cuore della Barbagia. Proprio qui, sulle pendici settentrionali del Massiccio del Gennargentu, le due imprenditrici hanno dimostrato che essere donne alla guida di un’azienda può essere un valore aggiunto.

E così, a partire dal 2001, Sara Urrai e Maria Marceddu non solo hanno scelto un locale più grande a Fonni, ma hanno sostituito anche l’insegna de “Il Vecchio Forno” con “Sunalle“.

In una sola parola sono racchiuse tradizione e innovazione del panificio leader nella produzione di pane carasau in Sardegna.

Ma che cosa significa “Sunalle”? Il termine si riferisce alla parte del gambo di grano rimasto nel campo dopo la mietitura. E non è finita qui.

Già, perché nel corso degli anni “Sunalle” è diventato perfino il soprannome delle due parenti imprenditrici. Insomma, dici “Sunalle”, ma pensi a Sara Urrai e Maria Marceddu.

“Sunalle”, un’eccellenza non solo di Fonni ma di tutta la Sardegna

Fin dal 1991, il forno di Fonni offre ai clienti prodotti di prima qualità. “Sunalle” ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale a testimonianza del lavoro fatto in 31 anni.

Tra gli attestati più importanti, ci sono la “Certificazione Biologica” e la “Certificazione IFS Food Standard”.

Ci sono poi l’entusiasmo, la passione e la specializzazione del personale del panificio.

“Sunalle”, ecco la ricetta tradizionale del pane carasau

Sono la semola rimacinata di grano duro, l’acqua, il sale e il lievito a dare vita al pane carasau. La semplicità degli ingredienti non garantisce però la riuscita del prodotto.

Già, perché la lavorazione del pane carasau deve seguire quattro fasi ben distinte: la preparazione dell’impasto, la lievitazione, la cottura e la carasatura. Proprio quest’ultimo passaggio garantisce la tostatura del pane dopo averlo cotto una seconda volta.

Ed ecco perché il pane carasau prende perfino il nome di “carta musica”, mentre lo si spezza.

Ecco come gustare al meglio il pane carasau

Se in antichità i pastori sardi facevano scorte di pane carasau per i loro viaggi lontani da casa, oggi questo prodotto alimentare è sinonimo di Sardegna.

Che sia a colazione, a pranzo o a cena, il pane carasau è l’ideale per adulti e bambini.

La genuinità degli ingredienti garantisce oltretutto un elevato apporto energetico: dai carboidrati alle proteine, dalle vitamine ai sali minerali. Proprio per questo la “carta musica” può essere accompagnata da salumi, formaggi o marmellate.

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