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Verona, strage di animali. Un agricoltore sparge mais avvelenato: “Ero esasperato”

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Dopo la strage di animali a Gazzo Veronese, il responsabile, un agricoltore di 82 anni, è stato messo sotto inchiesta dalla polizia di Verona per una sfilza di reati, dal maltrattamento di animali al “getto pericoloso di cose”. L’uomo si è giustificato: “Ero esasperato”. Ecco cosa è successo.

Nelle campagne del Veronese, centinaia di animali morti in un terreno di circa tre ettari tra le località Coazze e Ronchetrin a Gazzo Veronese dopo che un agricoltore ha sparso mais avvelenato con l’obiettivo di liberarsi dalle nutrie nella sua proprietà. Oltre alle nutrie, sono state avvelenate lepri, fagiani, anatre, oche e altri animali presenti sui campi e nell’adiacente Oasi del Busatello. Il video è stato diffuso dal quotidiano L’Arena.

Gli agenti, per quanto accaduto, hanno individuato un uomo di 82 anni, Francesco Begnardi, residente nella vicina provincia di Mantova. La polizia provinciale di Verona l’ha messo sotto inchiesta per una sfilza di reati che va dal maltrattamento degli animali al “getto pericoloso di cose” fino alla violazione della normativa che punisce chi “abbatte specie di mammiferi o uccelli nei cui confronti la caccia non è consentita“.  “Volevo abbattere le maledette nutrie. – afferma il responsabile dell’atto – Ormai sono ovunque: rovinano gli argini, scavano delle gallerie così lunghe che il terreno frana. Col rischio che i trattori si rovescino e che qualcuno rimanga ammazzato – aggiunge –  Ero esasperato“. 

Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che ha subito dato mandato ai suoi legali di sporgere denuncia per avvelenamento, disastro ambientale e per uccisione di animali ai sensi dell’ 544 bis del codice penale.

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 “Auspichiamo che il procedimento sia veloce e la pena esemplare, affinché tali azioni non si ripetano mai più”, dichiara il presidente dell’Oipa ItaliaMassimo Comparotto. “Quel che è accaduto è gravissimo e questa tragedia che ha compito la fauna selvatica merita la giusta pena, sia dal punto di vista penale che civile. Le nostre guardie zoofile sono sul posto e stiamo aspettando i dati del disastro. Siamo in presenza di un danno ambientale e di una strage della fauna che ci lascia attoniti.

Le esche hanno però attirato anche lepri, fagiani, anatre e oche che sono stare ritrovate morte a decine. Sul posto le guardie della Provincia di Verona, Protezione Civile e cacciatori per recuperare centinaia di carcasse di nutrie e bonificare l’area. 

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La raccolta delle carcasse sembra terminata ma non è escluso che nelle prossime ore ne vengano rinvenute altre.

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