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Stop al monouso in bar e ristoranti prima della normativa Ue

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Plastic Free. Stop al monouso in plastica per il Comune di Andria già dal prossimo gennaio 2020. Andria anticipa il termine (2021) della normativa Ue. Multe da 25 a 500 euro per chi non si adegua al biodegradabile. Sinisi di Confcommercio Andria: differenza di prezzo tra plastica e bio del 40%, ma le leggi di mercato la ridurranno e “l’ambiente vale molto di più”.

Andria plastic free. Dal 1 gennaio 2020, nel Comune della sesta provincia pugliese (BAT – Barletta, Andria, Trani) sarà bandito il monouso:  stoviglie di plastica, cannucce e contenitori per alimenti non preconfezionati, vietati anche shopper in plastica e cotton-fioc.  E’quanto prevede l’ordinanza  n. 185, emessa dal sindaco Nicola Giorgino nei giorni scorsi, in ottemperanza alla direttiva Ue, che prevede il divieto di monouso dal 2021.

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“Abbiamo voluto anticipare la normativa europea che fa scattare lo stesso divieto dal 2021″, ha specificato Pierpaolo Matera, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Polizia locale della città. “L’avremmo fatto da subito, ma dobbiamo dare il tempo agli esercenti di terminare le scorte e adeguarsi alle nuove disposizioni”.

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Il provvedimento riguarderà innanzitutto gli bar, pizzerie, ristoranti, pub e le varie attività di somministrazione interessate, “a posto fisso o itineranti”, i commercianti e le associazioni, estendendosi dai locali alle “feste pubbliche, sagre, concerti o eventi sportivi di qualiasi genere”. Chi non si convertirà da monouso in plastica all’uso del “biodegradabile e compostabile certificato” incorrerà in sanzioni da 25 a 500 euro. 

L’ordinanza sul plasti-free è stata il risultato di una collaborazione tra diversi soggetti: consulte comunali, organizzazioni di categoria e ambientalisti. Tra questi Confcommercio di Andria, Unindustria BAT , Legambiente, e le associazioni Onda d’Urto e 3Place.

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La conversione dal monouso in plastica al biodegrdabile e compostabile comporterà certamente un prezzo. Il presidente di Confcommercio Andria, Claudio Sinisi, stima che un contenitore biodegradabile al momento abbia un prezzo superiore del 40% a quello di un contenitore in plastica, tuttavia, la differenza dovrebbe ridursi all’aumentare della domanda, secondo le leggi di mercato. “Ci aspettiamo – ha osservato Sinisi – che il prezzo cali con l’aumento della domanda da parte degli operatori commerciali. Perché in un’economia di scala se aumenta la domanda, c’è una riduzione dei costi sul mercato. E comunque, l’ambiente vale molto di più“.

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