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Per Frans Timmermans l’emendamento è “un pasticcio”.

Il Parlamento europeo è chiamato a votare domani una parte consistente del pacchetto Fit for 55, il progetto europeo per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Uno dei temi principali riguarda lo stop alle auto con motori a combustione (benzina e diesel) entro il 2035 e proprio su questo rischia di spaccarsi la maggioranza. Il Partito popolare europeo ha infatti presentato un emendamento che lascia un margine del 10% alle vendite di auto che emettono CO2 nel 2035.

L’annuncio è arrivato dal presidente del Ppe, Manfred Weber:L’Ue è leader mondiale per l’industria automobilistica, dobbiamo affrontare la transizione ma senza perdere competitività. Per questo siamo contro l’approccio ideologico dello stop dal 2035. Sulle tecnologie non sta ai politici decidere, ma agli ingegneri, al mercato e ai consumatori, per questo non siamo d’accordo nel vietare una tecnologia“.

 

Contro la posizione del Ppe si è espresso Frans Timmermans. “La data del 2035 non è fantascienza, l’industria automobilistica ha fatto la sua scelta e non bisogna rendere le cose più difficili rimandando il traguardo” – ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea – “L’emendamento del Ppe contro lo stop al 2035 è un pasticcio“.

Tra gli altri temi su cui si voterà domani compaiono la ‘carbon tax‘ alle frontiere (sarebbe il primo sistema del genere al mondo), la riforma dell’Ets (il sistema noto come Ets che copre le emissioni degli impianti industriali e il settore energetico) e la definizione, da parte degli Stati membri Ue, di obiettivi più stringenti di riduzione delle emissioni da agricoltura e trasporti.

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