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STIMARE, il progetto per sostenere la salvaguardia e la resilienza del patrimonio ambientale e costiero

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Successo per il Progetto di Ricerca STIMARE (Strategie Innovative per il Monitoraggio e l’Analisi del Rischio Erosione), condotto dall’Università di Bologna e dal Politecnico di Bari.

Giunge a conclusione il Progetto STIMARE (Strategie Innovative per il Monitoraggio e l’Analisi del Rischio Erosione) condotto dall’Università di Bologna e dal Politecnico di Bari con un bilancio più che positivo e tanto entusiasmo. Sono queste le considerazioni emerse nel corso della conferenza stampa conclusiva che si è tenuta a Roma, alla Camera dei Deputati, alla presenza della Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Sen. Assuntela Messina, della prof.ssa Renata Archetti, docente dell’Università di Bologna e coordinatrice del progetto e del prof. Leonardo Damiani del Politecnico di Bari.

Un progetto di ricerca al servizio del territorio, con l’obiettivo di creare e stimolare sinergie positive con enti e stakeholders per sostenere la salvaguardia e la resilienza del patrimonio ambientale e costiero.

«Se è noto che alcuni effetti dei cambiamenti climatici sono di fatto inarrestabili – ha dichiarato la Sottosegretaria Messina – è altrettanto vero  che la questione ambientale ha acquisito assoluta centralità nel dibattito pubblico europeo e globale. Sono diversi i consessi a livello comunitario e internazionale in cui si discute sul tema prestando ulteriore  attenzione ai segnali di allerta della comunità scientifica, ai fini dell’individuazione di soluzioni e obiettivi per contrastare e ridurre le conseguenze più dannose». «La raccolta e l’analisi di Big Data, l’uso del cloud computing e dell’intelligenza artificiale – ha aggiunto la Senatrice – ad esempio, sono possibilità eccellenti per effettuare le attività di monitoraggio e di analisi, e per sostenere la ricerca di soluzioni ottimali al rischio di erosione delle coste. E’ dunque indispensabile l’impegno delle istituzioni, anche in termini economici, per il sostegno alle azioni di tutela e salvaguardia dell’ambiente, del mare e degli ecosistemi, promuovendo la ricerca e ogni buona pratica che aiuti  a raggiungere  ambiziosi obiettivi per il presente e il futuro delle nostre comunità».

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«I dati e gli strumenti ci sono – ha commentato Renata Archetti, docente dell’Università di Bologna e coordinatrice del progetto – l’auspicio è che non rimangano nel cassetto e che la straordinaria attività dei nostri ricercatori possa essere messa al servizio delle prossime sfide per avere una costa in salute».

Il PROGETTO di ricerca STIMARE (finanziato* dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque) ha studiato e monitorato per due anni lo stato di erosione della costa adriatica in quattro siti specifici, Cervia, Riccione, Monopoli, Margherita di Savoia. «Lo sviluppo costiero della penisola italiana e delle sue isole si aggira sui 7.914 km  – ha spiegato Archetti – e presenta le forme più varie, basti pensare che lo sviluppo costiero del Brasile è paragonabile, (di ben 7.490 chilometri). In Europa L’Islanda, la Spagna e la Francia rispettivamente pari 4,970 km, 4,964 km e 4,853 km e la Grecia con le sue Isole ha circa metà dell’estensione rispetto alle coste Italiane. E’ da questi numeri che si può partire per mostrare quanto siano significative le coste in Italia, partendo proprio dalla loro estensione».

Spesso si associa l’idea di coste a spiagge per uso turistico, ma le spiagge sono anche la linea di interfaccia tra mare e terra e la loro corretta gestione ed il loro mantenimento diventano fondamentali nella corretta pianificazione della gestione del territorio sia adesso sia in futuro, tenendo conto delle emergenze da affrontare, come quella dei cambiamenti climatici.

STIMARE, progetto multidisciplinare condotto da un team di ingegneri, geologi, ecologi, urbanisti, topografi ed economisti, con un’ampia percentuale di presenza di genere, ha messo a punto le cosiddette nature-based solution per proteggere le coste da erosione ed allagamento e ha puntato all’implementazione di strumenti e metodi nuovi e a basso costo per acquisire dati utili per interpretare e prevedere l’evolversi di fenomeni molto complessi quale l’impatto di mareggiate sulla costa alla analisi di percezione del rischio erosione, quali studi e test di metodologie di rilievo e monitoraggio innovative, videocamere intelligenti capaci di rilevare ed interpretare in tempo reale  l’evoluzione della linea di riva.

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«L’aumento delle aree costiere interessate da imponenti processi erosivi, rende impossibile reperire le risorse necessarie per mettere in sicurezza l’intero territorio. Occorre, quindi, uno strumento oggettivo per stabilire le priorità verso cui indirizzare le modeste risorse disponibili. La valutazione del rischio può essere di soccorso a tale esigenza» ha osservato Archetti.

 «Il progetto STIMARE è stato stimolante, ricco di argomenti, realmente interdisciplinare e molto coinvolgente – ha aggiunto Leonardo Damiani, docente del Politecnico di Bari – abbiamo spaziato dallo studio di nuovi apparati di protezione, con analisi teoriche e sperimentali sia in campo che in laboratorio, abbiamo messo a punto tecniche di monitoraggio a basso costo con installazioni in campo e ragionato di analisi di rischio erosione e valutato la percezione del rischio da parte degli stakeholder. Come accademici abbiamo raggiunto i nostri risultati e le nostre pubblicazioni, ora ci piacerebbe che tutto questo patrimonio non restasse fermo. I cambiamenti climatici possono essere una sfida e un’opportunità da cogliere».

Un aspetto rilevante della ricerca, infatti, è stato quello dell’analisi di rischio costiero percepita. Sono state analizzate diverse procedure di valutazione, introducendo il concetto di “percezione del rischio”. La conoscenza della percezione (acquisite mediante interviste**, forum, coinvolgimento di stakeholders) consente da un lato di valutare al meglio il livello di rischio e, dall’altro, di scegliere con maggiore cognizione gli strumenti più idonei per la mitigazione del rischio.

«Le numerose interviste in spiaggia, con il coinvolgimento degli studenti, ha consentito di valutare la percezione del rischio da parte di utenti e concessionari; purtroppo il COVID ha impedito di ripetere l’esperienza in spiaggia, stimolante anche sul piano umano e formativo degli studenti; ciononostante abbiamo proseguito la somministrazione di questionari online, dando così compimento al programma previsto» ha concluso Damiani.

 

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