“I dati del report Ecomafie 2021 di Legambiente sono positivi”. Lo ha dichiarato, a TeleAmbiente, l’onorevole Stefano Vignaroli, che spiega anche il perché. Il presidente della Commissione parlamentare ecomafie parla anche di tutte le attività e delle audizioni in corso.

Onorevole Vignaroli, i dati del report Ecomafie 2021 di Legambiente mostrano un aumento degli ecoreati in tutto il 2020, nonostante il lungo lockdown e le successive restrizioni. Dobbiamo preoccuparci o possiamo essere rassicurati dall’efficacia dei controlli?

Lancio una provocazione: per avere un quadro completo bisognerebbe avere il numero dei reati effettivamente commessi e che nessuno ha mai accertato. Sicuramente un minor numero di controlli durante i lockdown e un aumento dei reati accertati significa che la qualità dei controlli sta migliorando e questo è un dato positivo. La legge sugli ecoreati accompagna tutto l’iter giudiziario che segue la notizia di reato, noi ci siamo sempre occupati di monitorarne l’applicazione. Già nella scorsa legislatura ci siamo sentiti di dire che la legge, approvata da poco, stava funzionando. Posso anticipare che le cose stanno sempre migliorando perché l’esperienza e la specializzazione degli organi di controllo rafforza la qualità e l’efficacia della repressione“.

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Ci sono novità dalla Commissione ecomafie?

In queste settimane ci stiamo occupando degli abbandoni illeciti di rifiuti, una tematica molto sentita soprattutto nelle grandi città, come Roma. Stiamo cercando di capire il fenomeno, concentrandoci in particolare su alcuni flussi che danno più problemi, come i Raee, gli ingombranti e gli inerti. Stiamo sentendo i vari operatori ed è un lavoro impegnativo che contiamo di portare a termine a breve.
Entro Natale chiuderemo una relazione sul tema dei Pfas, l’inquinamento delle acque causato dagli scarichi industriali e concentrato nel Nord Italia, soprattutto in Veneto e in Piemonte.
A breve licenzieremo la relazione sulla Cnapi e sull’iter di individuazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi che stiamo seguendo costantemente. Urge costruirlo per portare a termine lo smantellamento dei vecchi impianti nucleari e per lo smaltimento dei rifiuti medici e ospedalieri.
Licenzieremo a breve anche il tema delle acque reflue: l’Italia è sotto procedura di infrazione e ci stiamo concentrando soprattutto sulla Sicilia, dove otto Comuni su dieci non depurano correttamente le acque e i rifiuti finiscono direttamente in mare.
Licenzieremo anche l’inchiesta sugli ecoreati e stiamo affrontando il discorso sulle miniere e sulle cave. Anche se le miniere ancora attive sono pochissime, in Italia c’è una pesante eredità del passato, la legislazione risale all’inizio del ‘900 e il problema ambientale è considerevole.
C’è anche il tema delle fideiussioni, che dovrebbero consentire alla Pubblica Amministrazione di tutelarsi nel caso in cui un soggetto colpevole di reati ambientali non sia in grado di risarcire il danno compiuto: all’atto pratico, ci siamo accorti che questo strumento finanziario purtroppo non funziona come sperato.
Ci sarà una relazione su porti e dragaggi: ogni porto ha bisogno del dragaggio del fondo marino ed è necessaria la manutenzione per tutti i porti italiani.

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Un altro tema fondamentale riguarda la relazione sugli incendi: il fenomeno è in leggera diminuzione ma rimane un grosso problema. Ci sono dei materiali, come le plastiche, che presentano gravi problematiche: alcune possono essere riciclate e recuperate, altre non hanno una filiera industriale adeguata e finiscono per accumularsi in depositi che poi, spesso, guarda caso, vanno a fuoco. Abbiamo redatto una relazione sulla gestione dei rifiuti in era Covid: c’è una tendenza eccessiva all’aumento dell’usa e getta, fortunatamente l’Iss ci ha dato ragione sui guanti che non sono un dispositivo di protezione individuale adeguato. Siamo molto preoccupati per le pmi che hanno avuto o potrebbero avere problemi di bilancio e che potrebbero tentare, per risparmiare, scorciatoie nella gestione dei rifiuti“.

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