USA: “I pinguini imperatore rischiano l’estinzione a causa della crisi climatica”

Tra le misure in campo, gli Stati Uniti d’America potrebbero ridurre la pesca industriale, così da lasciare più cibo ai pinguini imperatore.

Gli Stati Uniti d’America hanno dichiarato i pinguini imperatore a rischio di estinzione a causa dei cambiamenti climatici. Questi uccelli incapaci di volare originari dell’Antartide stanno vivendo quotidianamente il dramma quasi irreversibile dello scioglimento dei ghiacciai. Proprio per questo lo United States Fish and Wildlife Service, Agenzia del Dipartimento degli Interni del Paese, ha inserito gli iconici animali del Polo Sud nella lista delle specie in pericolo, così da proteggerli.

Il cambiamento climatico sta avendo un profondo impatto sugli esseri viventi di tutto il mondo. Affrontarlo è, dunque, una priorità per la nostra Amministrazione“, ha dichiarato Martha Williams, Direttrice dello United States Fish and Wildlife Service.

Oltre alla scomparsa del continente di ghiaccio, i pinguini imperatore riescono a procacciarsi sempre meno krill a causa dell’acidificazione degli oceani.

Secondo gli scienziati, il 99% della popolazione globale di questi uccelli potrebbe scomparire realmente entro la fine del secolo perché incapaci di adattarsi in breve tempo ai nuovi habitat.

Tra le misure in campo per proteggere i pinguini imperatore, gli Stati Uniti d’America potrebbero attuare progetti di conservazione mirati e ridurre la pesca industriale, così da lasciare più cibo per i pulcini.

Proprio qualche settimana fa uno studio dell’Università di Canterbury, in Nuova Zelanda, aveva scoperto che gli uccelli residenti in Antartide non hanno ingerito ancora microplastiche. Una buona notizia? Sì, ma solo a metà. Se il riscaldamento globale non dovesse arrestarsi, le future generazioni potrebbero vedere i pinguini imperatore soltanto nei libri di storia.