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BLOG CINEMA&FUMETTI, STAR WARS GLI ULTIMI JEDI

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Di Gianluca Vergine. Parlare di Star Wars per me è come raccontare di un vecchio amico. Lo conosci da sempre, ha fatto parte della tua vita da tanti anni, magari vi siete persi di vista per un po’ di tempo ma lo rivedi sempre con piacere.

Ricordo come se fosse ieri le notti alzato a guardare la Trilogia Originale in seconda serata su Italia 1, come anche la gioia quando George Lucas si decise a mettere mani alla sua opera per aggiungere una seconda trilogia, gioia naturalmente azzerata all’uscita di quell’enorme delusione che fu Episodio 1.Quando nel 2012 Disney acquistò Lucasfilm e con essa i diritti il mio cuore si divise in due:da una parte la gioia di potere vedere una nuova saga, magari liberatasi dal suo autore che aveva dimostrato tutta la sua stanchezza e il suo vivere fuori dal tempo con la seconda Trilogia; dall’altra però c’era la convinzione che se una Multinazionale come Disney acquista qualcosa è per avere un ritorno economico e se spendi 42 miliardi di dollari il ritorno deve essere enorme.

Ciò ovviamente ha comportato una serializzazione della Saga di Star Wars, con una trilogia completata entro il 2019 e un’altra già in cantiere, intervallata da film spin-off che escono negli anni dove gli episodi canonici “riposano”. Naturalmente la paura più grande del fan di vecchia data è che questo avrebbe portato alla trasformazione di quella che è sicuramente la saga di Fantascienza più importante della storia del cinema (non me ne vogliano i fan di Star Trek) in un appuntamento annuale di routine,come un cinepanettone o un film di supereroi qualsiasi. Al momento non è stato così ma, mentre per Episodio 7-Il Risveglio della Forza il regista J.J.Abrams non ha voluto rischiare, proponendo un tributo al primo film che spesso e volentieri sfiorava il copia/incolla, la prova del nove sarebbe stato proprio Episodio 8, vuoi perché mancava la giustificazione del precedente(“è una nuova saga dobbiamo presentare i personaggi”),vuoi perché riproporre l’Impero Colpisce Ancora sarebbe stato impossibile. Archiviata quindi la regia di Abrams (che però tornerà per Episodio 9), il timone è passato a Rian Johnson, autore prima di questo del solo Looper come film degno di nota.

Cast – Il Risveglio della Forza Episodio 7

L’impresa per il povero Johnson come detto non era facile, costretto a far finalmente evolvere i personaggi e a renderli interessanti,senza però contare sull’effetto nostalgia che ha mitigato di parecchio le recensioni del primo episodio della nuova saga: alla fine possiamo dire che la missione è riuscita, però solo in parte.

Un piccolo appunto prima di iniziare la recensione vera e propria. Tutto quello che scriverò non conterrà assolutamente alcun spoiler su Gli Ultimi Jedi, però consentitemi di riprendere almeno qualcosa dal Risveglio della Forza, considerando anche che è uscito ormai 2 anni fa. Il film inizia dove il precedente era finito,con la Repubblica in fuga dal Primo Ordine e Rey che finalmente raggiunge Luke nel suo esilio autoimposto. Da lì la storia sembra seguire il classico canovaccio di uno Star Wars, con un paio di richiami stavolta soprattutto a L’Impero Colpisce Ancora. Niente di trascendentale, soprattutto rispetto a Episodio 7, però i fan di vecchia data non potranno non riconoscere almeno due similitudini nell’evolversi della trama. Le similitudini però sono solo marginali, in quanto va dato merito al regista e agli sceneggiatori di voler proporre qualcosa di nuovo. L’opera d svecchiamento infatti non riguarda solo il cast, ma anche e soprattutto il voler eliminare o rendere marginale tutta quella canonicità, tutta quella Lore che si portava dietro l’Ordine dei Jedi dagli episodi precedenti. E non parlo solo di tutti i dettami del Codice Jedi e/o Sith (obbligo di celibato, assenza di sentimenti, un solo maestro e un solo apprendista) ma anche di quei concetti pseudoscientifici che aveva inserito Lucas nella seconda trilogia (i tanto odiati Midichlorian-una particella che si trova nelle persone sensibili alla Forza e di cui grazie a Dio non si fa menzione nei nuovi film). Per quanto a molti puristi ciò abbia fatto storcere il naso io ho trovato la scelta intelligente e soprattutto sensata:in fondo se nuovo inizio deve essere che nuovo inizio sia.

Luke Skywalker

Alcuni retaggi del passato inevitabilmente restano però, e sarebbe impossibile altrimenti; il problema è che quando questi retaggi si chiamano Luke Skywalker è impossibile che non mettano in secondo piano tutto il resto. Non è facile per i nuovi confrontarsi con un’icona della saga come Luke (interpretato poi magistralmente da Mark Hamill, in versione vecchio scorbutico e disilluso quasi fosse un personaggio di Eastwood) e se quando è Rey a confrontarsi questa situazione non è così pesante, anzi accentuando e raffinando il rapporto tra vecchio e nuovo, quando è quello che dovrebbe essere il cattivo di punta del film,ovvero Kylo Ren, il povero figlio di Han Solo ne esce con le ossa più che rotte. Ma questo,essendo a mio parere il problema più grave del film,lo approfondirò in seguito.

Kylo Ren

Si parlava di Luke, assunto a santone e figura quasi spirituale rimasto con Leia e Chewbacca gli ultimi rimasti della Trilogia Originale, droidi a parte. Sotto queste figure iconiche dicevamo crescono i nuovi, Finn, Rey e il pilota Poe Dameron, senza contare un paio di personaggi secondari inseriti ad hoc; quindi finalmente abbiamo una Rey consapevole del suo destino, un Finn che non è solo la macchietta comica ma assume il ruolo più consono di “Eroe suo malgrado” e anche Poe non è più solo il pilota spavaldo e belloccio, nonostante rimanga il personaggio più debole dei 3. D’altra parte però non si può non tenere conto dell’assoluta mancanza di carisma,di sviluppo, di approfondimento dei Villain del film. Se almeno su Kylo Ren possiamo quasi chiudere un occhio, essendo un character ancora in fase di crescita (nonostante per buona parte del film resti l’impressione dell’Adolescente viziato con una spada laser), non si può soprassedere sugli altri. Il Supremo Leader Snoke non è minimamente approfondito, Phasma compare addirittura meno rispetto al primo film e il Generale Hux (cioè quello che dovrebbe essere la carica militare più alta del Primo Ordine), viene ricordato solo come macchietta comica e come quello delle decisioni sbagliate.

Archiviato il primo problema del film parliamo del secondo: è lungo. Dannatamente lungo. Sono praticamente due film in uno ma, se la seconda parte merita sia dal punto di vista della trama che di quello puramente visivo, la prima parte è noiosa,insulsa e ridondante. In conclusione Star Wars Episodio VIII-Gli Ultimi Jedi per me è un buon film. Non un capolavoro, come ho letto da qualche parte, ne un obbrobrio blasfemo come ho letto da altre. Fa quello che deve fare, scorre parecchio lento nella prima parte per poi esplodere nella seconda, ha sicuramente un paio di buchi nella trama ma niente di gravoso, ma resta il problema della lunghezza e della assoluta mancanza di carisma dei cattivi.

Un ultimo appunto per l’impatto visivo, bellissimo soprattutto nella parte finale dove raggiunge probabilmente la vetta più alta di tutta la saga.

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