Roma

Stadio Roma, arrestato Marcello De Vito (M5s). Codacons: “Stop progetto e scioglimento Consiglio comunale”

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Stadio Roma. Marcello De Vito (M55),  presidente dell’assemblea capitolina, è stato arrestato all’alba accusato di aver incassato elargizioni da parte del costruttore Luca Parnasi. La misura cautelare riguarda in tutto quattro persone.

L’esponente grillino avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni, questa l’ipotesi dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, dal costruttore Luca ParnasiDe Vito, in cambio, avrebbe promesso – all’interno dell’amministrazione pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi – di favorire il progetto collegato allo stadio della Roma.

L’indagine “Congiunzione astrale” si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite nell’iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense. L’inchiesta ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate dagli imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato e un uomo d’affari, che secondo l’accusa avrebbero interagito con De Vito al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

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Tra gli indagati – traffico di influenze illecite – figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo la procura De Vito sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio si era fatto promettere dai due imprenditori 110mila euro in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense.

 De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ciò  che ha sempre distinto il MoVimento dagli altri partiti è la reazione di fronte a casi del genere” – ha commentato il ministro Luigi Di Maio – De Vito potrà e dovrà infatti difendersi in ogni sede, nelle forme previste dalla legge, ma lo farà lontano dal MoVimento 5 Stelle. Ringrazio la magistratura e le forze di polizia per il lavoro che hanno svolto e che continueranno a svolgere quotidianamente. Ricordo infine che proprio grazie a un provvedimento del MoVimento 5 Stelle, lo Spazzacorrotti, chi viene condannato per questi reati oggi va dritto in galera!”

Dopo l’arresto del presidente dell’assemblea capitolina,  il Codacons (Associazione per la difesa di consumatori ed utenti): “Presentiamo oggi stesso una istanza urgente al Prefetto di Roma e al Ministero dell’Interno affinché si provveda d’ufficio allo scioglimento del Consiglio comunale con contestuale nomina di un Commissario ad acta. I reati per cui procede la Procura relativi a diversi grandi progetti immobiliari nella capitale e che hanno portato all’arresto di un esponente di spicco del M5S, sono talmente gravi da mettere a rischio la gestione della città con grave danno per i cittadini romani, e pertanto lo scioglimento del Consiglio comunale appare l’unica strada percorribile per garantire gli interessi della collettività”

L’arresto di Marcello De Vito è un colpo durissimo per i militanti M5S, che sui social si sfogano fra accuse al presidente dell’Assemblea Capitolina e attacchi all’opposizione rea – secondo gli utenti – di fare “un assordante silenzio” sulle indiscrezioni di stampa che vogliono Zingaretti indagato, ma di “festeggiare come avvoltoi” l’arresto del cinquestelle. E tra chi si appella alla presunzione di innocenza e chi, invece, lancia insulti a De Vito nei commenti alla pagina Facebook ufficiale, c’è anche chi tratta la vicenda come fosse un verdetto: “Oggi – sentenziano – è finito il Movimento”. “Adesso sarà ancora di più una guerra mediatica contro il M5S”, scrivono sconsolati sotto l’ultimo post del presidente dell’Assemblea capitolina, aggiungendo degli amari “complimenti”. “Le tangenti saranno anche presunte, ancora, ma ormai la frittata è fatta. Bella delusione. E pensare che ti ho votato nel 2013”, rinfacciano, ironizzando anche sull’immagine – definita da alcuni “profetica” – che accompagna il post datato 15 marzo: “Incredibile la foto nel post di venerdì con un bel centrotavola pieno di arance (e limoni)…”.

Grillini sotto choc che non possono fare a meno di riversare tutta la delusione per un arresto del tutto inaspettato: “Marcello – gli chiedono – proprio tu? Tu non dovevi. Uno dei primi, uno di quelli che mi ha fatto credere che fosse possibile ritornare all’onestà. Se sarai giudicato colpevole – assicurano – non ti perdonerò mai”.

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