Insieme allo squalo bianco, lo squalo tigre è la specie che più di tutte rappresenta lo stereotipo di “squalo”, caratterizzato da grandi dimensioni e da una spiccata attitudine all’aggressione verso l’uomo. In realtà sono le sue caratteristiche comportamentali e biologiche che hanno determinato nei millenni la condivisione con l’uomo di alcune aree marine.

Questo squalo è diffuso principalmente nelle acque costiere dei mari tropicali, tuttavia è localizzato anche in tutte le acque temperate oceaniche.

Lo squalo Tigre, (Galeocerdo cuvieri), appartiene alla famiglia Carcharhinidae e all’ordine dei Carcharhiniformi, ed è caratterizzato da un corpo slanciato, che ne denota le qualità di ottimo nuotatore, sormontato da due pinne dorsali relativamente alte; la prima è di media dimensione, mentre la seconda, situata in prossimità della coda e opposta all’anale, ha un’estensione piuttosto modesta. La pinna caudale si adatta perfettamente alla forma slanciata del corpo, è falcata e ha il lobo superiore più lungo di quello inferiore (eterocerca).

Le pinne pettorali sono di grande dimensione, mentre più modeste risultano essere le ventrali.
Il capo termina in un muso largo e arrotondato, al disotto del quale si apre la bocca ampia e provvista di denti tozzi ma molto robusti, caratterizzati da una cuspide centrale ricurva e da una seghettatura laterale.

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