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Contro lo spreco alimentare arriva la piattaforma BitGood di Confesercenti

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Spreco alimentare. Se da una parte abbiamo uno spreco alimentare pro capite di circa 65 kg all’anno, dall’altra ci sono circa 2,7 milioni di persone che chiedono aiuto presso un’organizzazione di assistenza per procurarsi un pasto.

A questo, va aggiunto che ogni anno le Pmi italiane del commercio e della ristorazione producono 1,2 miliardi di euro di eccedenze alimentari.

Prodotti commestibili e sicuri ma non più vendibili, che rispondono a tutti gli standard qualitativi di sicurezza alimentare, ma che per varie ragioni non sono più vendibili e che se non fossero riallocati sarebbero destinati a diventare spreco, con danni per l’ambiente e ulteriori costi di gestione e smaltimento.

Evitare che queste eccedenze diventino spreco è possibile, ed è l’obiettivo di BitGood, la piattaforma digitale antispreco di Confesercenti.

”La questione della sostenibilità, sociale ed ambientale, dell’attività economica non è più rinviabile – ha sottolineato la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luisee va affrontata anche con le armi dell’innovazione: il progetto BitGood di Confesercenti è un esempio di come la tecnologia può mettersi al servizio non solo dei commercianti ma anche del territorio in cui operano e vivono, come dimostra l’adesione importante del CAR e della comunità di Sant’Egidio. Permette infatti di applicare una buona pratica a un tema importante come quello dello spreco alimentare in un meccanismo che premia sia gli imprenditori che la rete della comunità: il danno dello spreco di eccedenze, infatti, non è solo ascrivibile al mancato consumo, ma anche all’aumento inevitabile della mole dei rifiuti. Con i conseguenti costi per la collettività ed anche per le imprese”.

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La piattaforma BitGood è accessibile via web o attraverso l’app per Ios e Android.

I donatori potranno utilizzarla per inserire i prodotti da donare ed il sistema BitGood individuerà automaticamente il benefìciario più adatto, in termini di disponibilità al ritiro dei prodotti, vicinanza sul territorio e rapidità, rating assegnato agli operatori.

“Nella filiera del recupero – ha aggiunto Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e dg del CAR – un posto molto importante è occupato dai Mercati all’ingrosso, attraverso i quali transitano ogni giorno tonnellate di prodotto fresco che a volte rischiano di essere sprecate. Dal mio punto di vista privilegiato di presidente della Rete italiana dei Mercati e di focal point per la Fao dei Mercati in Europa posso dire che il sistema di recupero delle eccedenze basato soltanto sulla sensibilità personale degli operatori non è più sufficiente. Al Centro agroalimentare di Roma abbiamo già avviato dei percorsi, grazie all’impegno e alla collaborazione di tante realtà romane e non solo impegnate nel sociale, per sistematizzare questo recupero. Ben vengano allora iniziative come questa di Confesercenti, che sicuramente sarà un supporto molto utile che faciliterà il nostro lavoro”.

La piattaforma permette anche di tenere traccia della provenienza e della destinazione delle donazioni.

Grazie alla sua tecnologia di certificazione, BitGood produce automaticamente tutta la documentazione necessaria per l’accesso alle agevolazioni fiscali previste (grazie alle quali le Pmi che fanno solidarietà possono risparmiare fìno a 1.000 euro l’anno di imposte), introdotte con la legge 19 agosto 2016 n.166, detta anche “antispreco”, promossa dall’Onorevole Maria Chiara Gadda.

“Diffondere le opportunità della legge 166/2016 e offrire gli strumenti per metterla in pratica anche ai piccoli esercizi, presenti in modo capillare sul territorio è oggi una delle nostre priorità – ha dichiarato Maria Chiara Gadda – grazie agli ultimi emendamenti votati si è data prospettiva e stabilità al Tavolo per gli sprechi alimentari, nuova linfa al Fondo indigenti e in ultimo si è ampliato ulteriormente il paniere dei prodotti donabili, con l’inserimento dei libri”.

“In questa nuova fase – ha aggiunto Gadda – l’iniziativa di Confesercenti diventa strategica: la piattaforma infatti è uno strumento semplice ed immediato per mettere in relazione donatori e associazioni e alleggerire, grazie alla tecnologia, gli adempimenti burocratici. Un ulteriore mordente per l’alleanza della società civile con le imprese e il Terzo Settore, con l’obiettivo comune di garantire sempre più la sicurezza e la tutela dei consumatori in tutti i passaggi”.

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Complessivamente, le Pmi del commercio e della ristorazione producono ogni anno eccedenze alimentari invendute per un valore di circa 1 miliardo e 218 milioni di euro.

Cibi e prodotti alimentari che rispondono a tutti gli standard qualitativi di sicurezza alimentare, ma che per varie ragioni non sono più vendibili: alterazioni a livello di imballaggio, etichettatura ed estetica, sono destinate ad un particolare periodo ad es. i dolci tradizionali delle festività o sono da eliminare per motivi di magazzino.

Del totale delle eccedenze prodotte dalle Pmi, circa 518 milioni di euro sono accreditabili agli oltre 95mila negozi della distribuzione tradizionale alimentare, i restanti 700 milioni di euro ai circa 200mila ristoranti attualmente attivi in Italia.

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I risparmi per le imprese.

Grazie alle agevolazioni previste per i donatori, le imprese che devolvono a fini sociali le proprie eccedenze alimentari possono risparmiare oltre 1.000 euro l’anno di imposte.

Circa 420 euro sono sull’lVA: i beni donati escono dal campo di applicazione, e quindi l’impresa cedente può operare Ia detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti.

A questi si aggiungono altri 420 euro di risparmi ad impresa sulle imposte sui redditi: le cessioni solidaristiche non sono considerate ricavi, quindi non vengono sottoposte a tassazione IRES o IRPEF.

Infine, gli sgravi sulla gestione rifiuti: la L.166/16 concede ai Comuni la possibilità di deliberare, per le attività commerciali che distribuiscono eccedenze a chi ha bisogno, riduzioni sulla Tari, per un risparmio di circa 180 euro l’anno ad esercizio.

 

 

 

 

Photo by Del Barrett on Unsplash

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