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Sprechi alimentari, il 51,6% degli italiani ha sprecato meno cibo durante la quarantena

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Solo in Italia, lo spreco alimentare domestico pesa 529,9 g ogni settimana per ciascun cittadino. Ma con il lockdown le famiglie italiane sono state più virtuose:  il 51,6% degli  ha sprecato meno cibo durante la quarantena rispetto al periodo precedente.

Hanno ridotto gli sprechi, riutilizzato e usato di più la lista della spesa. Questo è quanto emerge dallo studio “Covid-19 lock-down e distanziamento sociale: l’impatto sullo spreco alimentare nelle famiglie italiane“: il 51,6% degli italiani ha sprecato meno cibo durante la quarantena rispetto al periodo precedente. La ricerca è stata condotta dal Distal (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Bologna) su dati raccolti da Msi-Aci Europe nell’ambito della campagna Spreco Zero,.

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Le donne – rileva la ricerca – sono state più virtuose, anche se il 57,6% ha acquistato più generi alimentari. Sommando chi ha dichiarato di aver sprecato cibo pari o inferiore rispetto a prima della quarantena, la percentuale sale al 91,7% (53% donne contro il 47% uomini). Fra i prodotti alimentari meno sprecati nel lockdown: farina e lievito (43,2%), carni rosse (42,8%), carni bianche (40,7%), latte (40,4%) e avanzi (44,9%). Il 47,2% dei consumatori ha usato più spesso la lista della spesa (che notoriamente aiuta a prevenire lo spreco e a comprare quello che realmente serve)

Un terzo del cibo sulla terra (1,3 mld circa di tonnellate) viene sprecato senza neanche arrivare in tavola, ogni anno. Intanto al mondo oltre 820 milioni di persone soffrono la fame: è il 10,8% della popolazione, ovvero 1 persona su 10 che abita il pianeta.  C’è poi lo spreco alimentare legato alla gestione e fruizione del cibo nelle nostre case. Solo in Italia, lo spreco alimentare domestico pesa 529,9 g ogni settimana per ciascun cittadino (Diari di Famiglia Distal – Waste Watcher), pari a oltre 25 kg di cibo gettati ogni anno. Considerando l’intera popolazione italiana si arriva a un dato vertiginoso: 1.526400 tonnellate di cibo ogni anno sprecate in Italia, nelle sole dinamiche di fruizione domestica del cibo.

Martedì 29 settembre 2020 il mondo per la prima volta sarà riunito nella consapevolezza che si possono e si devono ridurre e prevenire gli sprechi e le perdite di cibo. La Giornata internazionale della Consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari (International Day of Awareness for Food losses and waste) è stata istituita a fine 2019 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare congiuntamente i cittadini e le governance del pianeta sulla centralità della questione delle perdite e dello spreco di cibo e sulle possibili soluzioni.

Dalle 16 è in programma l’evento digitale e globale a cura della FAO, Food and Agriculture Organization, che sarà introdotta dal Direttore Generale QU Dongyu con il Direttore Esecutivo del Programma Ambiente delle Nazioni Unite Inger Andersen. In apertura dei lavori è previsto anche il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres. Unico ricercatore italiano coinvolto nei lavori del meeting è il fondatore della campagna Spreco Zero Andrea Segrè, ordinario di Politica Agraria internazionale e comparata presso l’Università degli Studi di Bologna: interverrà alle 17.10, nell’ambito del panel dedicato al rapporto fra sostenibilità e prevenzione degli sprechi alimentari.

 

Foto copertina @sprecozero

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