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SPRECHI ALIMENTARI, APPROCCIO SISTEMICO PER LA PREVENZIONE. NUOVO RAPPORTO ISPRA

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Sprechi alimentari. La riduzione della perdita e dello spreco di alimenti è considerata dalle Nazioni Unite e da molte istituzioni internazionali come una delle principali strade per procedere verso la tutela dell’ambiente e per il benessere dell’umanità.  Nel nuovo rapporto ISPRA una definizione sistemica dello spreco alimentare.

Lo spreco alimentare è un determinate chiave della perdita di biodiversità, dell’accumulo di gas-serra in atmosfera, dello spreco e inquinamento dell’acqua, del suolo e di altre risorse,  come affermato anche dall’ Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile.  Sulla base della letteratura e dei dati esistenti, con un’indagine sulle principali esperienze di successo, si fornisce una visione d’insieme dei nessi tra temi ambientali e altri aspetti, quali la sicurezza e la sovranità alimentare, lo sviluppo territoriale, la bioeconomia.

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Il rapporto propone una definizione sistemica dello spreco alimentare fornendo dati e informazioni  sulla dimensione e sugli effetti ambientali, a scala nazionale, europea e sovranazionale. Sono indagate le cause che lo producono ed emergono differenti quantità in base alla struttura dei sistemi alimentari. Oltre alle azioni di recupero e riciclo delle eccedenze, lo studio evidenzia la necessità di dedicare maggiore attenzione alla prevenzione strutturale per ridurre a monte la formazione delle eccedenze e i conseguenti sprechi. Molte proposte sono estesamente trattate e finalizzate a una strategia complessa di trasformazione dei sistemi alimentari per favorire la resilienza ecologica.

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Alcuni dati:

– 2600 miliardi di $ di cibo che non raggiungerà mai le tavole

– ovvero un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo perduto per la strada delle filiere agroalimentari inefficienti

– ovvero 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile

I costi di questa inefficienza sono ambientali con l’inquinamento da concimi chimici e di consumo di territorio (deforestazione selvaggia, land grabbing, consumo di acqua, ecc.) ed economiche perché i prezzi dei generi alimentari scontano le enormi perdite.

Le cause sono l’industrializzazione della produzione del cibo, la globalizzazione e la sua distribuzione, mentre basterebbe ritornare alla gestione locale ed oculata del cibo per avere filiere più efficienti, prezzi contenuti e qualità più elevata come si vede dalla tabella.

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