Breaking News

Spinacine Aia, richiamate dal mercato. Dentro potrebbe esserci plastica

Condividi

Salute. Possibile presenza di frammenti di plastica bianca nelle spinacine Aia. L’azienda richiama volontariamente, in via precauzionale, i prodotti dal mercato. Avviso sul Ministero della Salute. Ecco i prodotti sospetti. Chi li avesse già acquistati è invitato a riconsegnarli nei punti vendita. 

Frammenti di plastica bianca potrebbero essere finiti nelle spinacine Aia. L’azienda ha allertato il Ministero della Salute in via precauzionale, per ritirare dal mercato i lotti sospetti. L’avviso ai consumatori è stato dato dal Ministero della Salute mercoledì 29 maggio, e dalla stessa azienda, sul proprio sito web. “A seguito delle procedure di autocontrollo che vengono svolte nei siti produttivi, l’azienda ha rilevato la possibile presenza di frammenti di plastica bianca. Il richiamo è stato deciso volontariamente dall’azienda in via precauzionale”.


Cozze greche contaminate in Italia, rischio epatite A

PFAS, arriva la videoinchiesta sulla grande contaminazione del Veneto

  • I PRODOTTI SOSPETTI
    Il richiamo deciso da Aia riguarda esclusivamente i seguenti prodotti: ‘Spinacine Aia‘ da 220 grammi e 440 grammi (lotto 07258020) con scadenza 8 giugno 2019; ‘Bigger Xxl Aia‘ da 280 grammi (lotto 07258011) con scadenza 8 giugno 2019.

Microplastiche nelle pance dei pesci, anche in quelli di lago

Capsule caffè, impatto sull’ambiente e rischi per la salute

  • SOSTITUZIONE o RIMBORSO
    L’azienda invita i consumatori che avessero già acquistato un prodotto appartenente ai due lotti interessati a riconsegnare le confezioni ai punti vendita in cui hanno effettuato l’acquisto: gli stessi punti vendita procederanno alla sostituzione o all’eventuale rimborso, afferma Aia.

 

 

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago