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SPECIE INVASIVE RISCHIO PER LA BIODIVERSITA’, DA CDM OK CONTROLLI E SANZIONI

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Specie invasive rischio per la biodiversità. Sono tra le principali minacce alla biodiversità. Ogni anno, si stima che i danni che causano corrispondono a circa 12 miliardi di euro.

E negli ultimi 30 anni, il loro numero in Europa è cresciuto del 76%.

Sono le specie aliene. Animali e piante originarie di altre regioni geografiche, introdotte volontariamente o accidentalmente in un ambiente naturale nel quale normalmente non risiedono e che insediandosi alterano gli ecosistemi rappresentando una minaccia per l’ambiente.
Solo in Italia sono presenti più di 3000 specie aliene, di cui oltre il 15% invasive, ovvero tali da causare impatti significativi.

” Una specie invasiva – spiega il ministro Galletti – può pregiudicare la natura italiana, che è unica in Europa per varietà di specie animali e vegetali, recando danni anche alla nostra economia”.

Da qui, la scelta del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, di approvare in via definitiva il provvedimento che adegua la normativa nazionale alle disposizioni europee del regolamento UE n° 1143/2014 sulle ‘specie esotiche invasive’.

Tre le azioni previste dal provvedimento appena approvato: la prevenzione, la diagnosi precoce e l’eradicazione rapida, la gestione delle specie esotiche invasive.

Inoltre, il ministero dell’Ambiente, viene individuato quale Autorità nazionale competente per i rapporti con la Commissione europea, per il coordinamento delle attività necessarie per la sua attuazione, nonché per il rilascio delle autorizzazioni. A suo supporto tecnico-scientifico agisce l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

“Questo regolamento – spiega ancora il ministro Galletti – configura un insieme di azioni fondamentali. Così – conclude – potremo contenere una realtà molto allarmante“.

Il testo infatti, prevede l’obbligo di denuncia per i soggetti che detengono esemplari di specie esotiche invasive inclusi nell’elenco unionale e nazionale e nei loro successivi aggiornamenti, definendo allo stesso tempo i divieti: introduzione, trasporto o transito nel territorio nazionale; detenzione anche in confinamento; allevamento o coltivazione anche in confinamento, vendita o immissione sul mercato, utilizzazione, cessione o scambio, rilascio nell’ambiente.

Per le violazioni più gravi sono previste sanzioni penali, mentre per quelle minori sono individuate sanzioni amministrative.

Definiti poi i controlli presso le Dogane, i punti di entrata in caso di vegetali e i posti di ispezione frontaliera per gli animali.

Nel provvedimento infine, si disciplina il rilascio delle autorizzazioni, distinguendole in permessi (nel caso di istituti di ricerca o di conservazione ex situ) e autorizzazioni (nel caso di operatori commerciali), come anche il sistema di sorveglianza e le ispezioni per la verifica del mantenimento dei requisiti da parte dei titolari dei provvedimenti.

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