Home Attualità Animali Spagna, il riconoscimento degli animali come “esseri senzienti” non ferma la corrida

Spagna, il riconoscimento degli animali come “esseri senzienti” non ferma la corrida

In Spagna è stato modificato il codice civile con l’obiettivo di considerare gli animali “esseri viventi dotati di sensibilità”. Una svolta animalista che però stride con la tradizione della corrida che resta legale. 

Con la modifica del Codice civile spagnolo, nel Paese iberico da ieri gli animali smettono di essere assimilati da un punto di vista giuridico alle cose e diventano “esseri viventi dotati di sensibilità”.  

Con l’approvazione della legge sostenuta dalla coalizione di governo formata da Socialisti e Podemos, cani, gatti e gli altri animali (domestici e non) diventano titolari di una protezione legale e dunque di maggiori diritti.

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In caso di divorzio, affidamento condiviso di cani e gatti

I cambiamenti legati alla nuova legge avranno da subito delle conseguenze legate soprattutto agli animali domestici. Prima dell’approvazione della modifica, per esempio, nei casi di divorzi gli animali venivano trattati dal Codice come degli oggetti e quindi il giudice decideva a quale dei due coniugi affidare gli animali.

Con la nuova legge, in caso di divorzio il giudice dovrà prendere in considerazione “il futuro degli animali da compagnia, tenendo conto degli interessi dei familiari e del benessere dell’animale, distribuendo l’affidamento e la cura”. In altre parole, il giudice potrà scegliere l’affidamento condiviso come avviene con i figli. 

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Ma la corrida resta legale

Sebbene si tratti di una svolta storica per il Paese iberico, che in questo modo si allinea sull’argomento a Francia, Germania, Austria e Portogallo, è evidente a tutti il grosso buco nero di una legge che non vieta la corrida.

Se gli animali sono esseri senzienti e come tale vanno tutelati, viene da chiedersi, come è possibile mantenere legale nel Paese una pratica che si basa sullo sfruttamento e l’uccisione del tori? 

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