Sostenibilità, Italia lontana dal raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030

Sostenibilità. Abbiamo le capacità, ma non ci applichiamo. È questa in estrema sintesi la valutazione dall’esame dei singoli commi della Legge di Bilancio alla luce dei 169 target previsti dall’Agenda 2030, contenuto nel documento ‘La Legge di Bilancio 2019 e lo sviluppo sostenibile’ stilato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis).

Nel Report, gli oltre 300 esperti coinvolti nella valutazione evidenziano i provvedimenti che potrebbero consentire all’Italia, se pienamente attuati, di fare passi avanti significativi in alcuni campi.

Insomma, nell’ultima manovra finanziaria si poteva fare di più in materia di sostenibilità.

A mancare, è soprattutto una visione integrata di quel cambiamento verso lo sviluppo sostenibile definito dall’Agenda 2030 in campo economico, sociale e ambientale.

Se da una parte sono assenti interventi “sistemici” per l’economia circolare, la transizione ecologica dei sistemi produttivi, l’occupazione giovanile e femminile, dall’altra troviamo timidi provvedimenti nel campo della lotta al cambiamento climatico e al degrado ambientale.

“Occorre prendere atto dell’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo dal punto di vista ambientale in primo luogo, ma anche sociale ed economico –  ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, aprendo il convegno – se l’attuale direzione di modello di sviluppo rimane tale si registrerà un aumento di 3 gradi delle temperature medie” con conseguenti “effetti devastanti sui cambiamenti climatici” e con catastrofi naturali “di cui già vediamo gli effetti”.

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Dobbiamo avere il coraggio di cambiare passo – ha concluso Fico – il Parlamento deve attuare gli interventi necessari, nell’indirizzo di un mutamento radicale che a lungo termine porterà benefici notevoli”.

Il documento, presentato e discusso questa mattina alla Camera dei Deputati evidenzia poi come ci sia ancora molto da fare per rispettare i 10 impegni assunti nei confronti delle oltre 200 organizzazioni aderenti all’Asvis da quasi tutte le forze politiche in occasione dell’ultima campagna elettorale, così come per attuare le iniziative previste dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, approvata dal Cipe nel dicembre 2017.

“Il ritardo accumulato dal nostro Paese è molto ampio – ha affermato Pierluigi Stefanini, presidente dell’Asvis e della Fondazione Unipolis – per questo “continuiamo a richiamare l’attenzione della politica sull’attuazione dell’Agenda 2030 e insistiamo, tra l’altro, sull’urgenza di istituire a Palazzo Chigi la Commissione per lo sviluppo sostenibile. Una cabina di regia per il coordinamento e integrazione delle politiche sarebbe un modo per assumere un approccio sistemico al problema e realizzare quel cambiamento che garantisca un modello di sviluppo sostenibile attraverso azioni mirate ed efficaci”.

Secondo Stafanini serve “un deciso cambio di passo delle politiche, unitamente a una campagna di sensibilizzazione e informazione dell’opinione pubblica per riuscire a cogliere quei, sia pur lievi, segnali di miglioramento e rafforzare azioni in quelle aree in cui il Paese risulta ancora in difficoltà”.

Secondo un sondaggio realizzato a gennaio 2019 dalla Fondazione Unipolis, la stragrande maggioranza degli italiani si dichiara favorevole alle politiche per lo sviluppo sostenibile:

  • il 63,6% degli intervistati si dichiara “favorevole”
  • il 20,1% “molto favorevole”
  • il 7,9% è “contrario/molto contrario”
  • l’8,5% “non sa/non risponde”

 

Si tratta di dati nettamente più orientati allo sviluppo sostenibile di quanto rilevato tre anni fa, quando “solo” il 77,2% si esprimeva a favore, l’8,5% contro e ben il 14,4% non aveva un’opinione. È a favore di politiche per lo sviluppo sostenibile il 91,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni (contro il 75,3% degli ultra 65enni), così il 90,5% di chi possiede un elevato titolo di studio (contro il 66,3% di chi ha una bassa istruzione).

“Mancano pochi anni al 2030 – ha sottolineato Enrico Giovannini, portavoce Asvis – e l’Italia non può permettersi di perdere l’occasione di orientare il bilancio pubblico verso la crescita economica e l’occupazione giovanile e femminile e di riqualificare le infrastrutture e di spingere all’innovazione nell’ottica della tutela ambientale, di promuovere inclusione e lotta alle disuguaglianze che minano la coesione sociale. Peraltro, il cambiamento a favore dello sviluppo sostenibile e’ auspicato da oltre l’80% degli italiani”.

D’ora in poi – ha concluso – “Governo e Parlamento definiscano ogni singolo provvedimento in modo da realizzare il vero cambiamento che la stragrande maggioranza degli italiani e le oltre 200 organizzazioni aderenti all’Asvis vogliono: un’Italia pienamente sostenibile”.

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