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Sostenibilità e Agenda 2030. Italia indietro su ambiente, povertà ed energia

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Sostenibilità. L’Italia è ancora lontana “dal sentiero scelto nel 2015, quando si è impegnata ad attuare Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi per la lotta al cambiamento climatico”. 

Lo evidenzia il Rapporto Asvis 2019, che fotografa e analizza l’andamento del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) dell’Agenda 2030.

Nel suo percorso verso i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, l’Italia migliora in 9 (salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualita’ della governance e cooperazione internazionale), peggiora in 6 (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) ed è stabile per l’educazione e lotta al cambiamento climatico.

Ma il Belpaese non è il solo ad aver accumulato ritardi in questo difficile percorso, come documentato durante la recente Assemblea generale delle Nazioni unite.

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A quattro anni dall’adozione dell’Agenda 2030 e nonostante i progressi compiuti, afferma l’Asvis, “le misure adottate dai singoli governi, dal settore privato e dalle organizzazioni internazionali non appaiono essere all’altezza della sfida. Serve perciò un urgente e deciso cambio di passo per rispettare il piano d’azione disegnato per dare un futuro al pianeta e a chi lo abita”.

Per il Presidente della Camera, Roberto Fico, “il Rapporto Asvis costituisce una base di informazione e valutazione autorevole per consentire al Parlamento e al governo di contribuire al percorso verso uno sviluppo sostenibile. Un percorso che costituisce la sfida principale che il nostro Paese, l’Europa e il mondo intero devono affrontare per decidere il nostro futuro. Per decidere quale pianeta vogliamo lasciare alle nuove generazioni”.

Durante il suo intervento, Fico ha poi evidenziato come “i dati più autorevoli dimostrano in modo chiaro e incontestabile che l’attuale modello di sviluppo è del tutto insostenibile sul piano ambientale, economico, e sociale”.

“In un anno sulla Terra – ha aggiunto il Presidente della Camera – vengono mediamente consumate le risorse di 1,7 pianeti. Occorre prendere definitivamente atto dell’insostenibilità e della iniquità dell’attuale modello di sviluppo, sul piano ambientale, economico e sociale. E perseguire – come l’Agenda 2030 ci indica – il superamento della logica della crescita illimitata e a tutti i costi”.

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Nonostante i progressi nei diversi obiettivi, per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri “c’è bisogno di un cambio di passo in Italia e in Europa e il governo si vuole impegnare a intraprendere questo cambio di passo, per far seguire alle parole i fatti”.

“La prima questione – ha detto Gualtieri – è quella degli investimenti, servono più investimenti pubblici e privati, e devono essere più nella direzione della sostenibilità sociale e ambientale. Bisogna mobilitare le risorse di cui disponiamo a livello nazionale ed europee. Inoltre, serve una maggiore immissione di bond da parte della Bei“.

“Italia – ha poi aggiunto il titolare dell’Economia – svolgerà un ruolo di punta in un ambizioso piano europeo di investimenti sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale”.

“Tra le prime misure immediate” il governo punta a creare “un comitato interministeriale per il contrasto ai cambiamenti climatici che entrerà nel Cipe. Il governo emetterà green bond per la sostenibilità. Sono fiducioso che avranno un’accoglienza positiva dagli investitori e dal mercato”.

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