Home Breaking News SONDAGGI, CENTRODESTRA STABILE. FLETTONO PD E M5S. IRROMPE PIERO GRASSO

SONDAGGI, CENTRODESTRA STABILE. FLETTONO PD E M5S. IRROMPE PIERO GRASSO

Roma. Sondaggi. Centrodestra che si rimescola al suo interno, ma appare nei fatti immobile al 36.6%  e ancora distante da una significativa affermazione elettorale che viene stimata intorno al 39-40%. Nella coalizione avanzano  Forza Italia e da Fratelli d’Italia che si spartiscono le percentuali delle Lega. Mentre nel centrosinistra, la nebulosa legata agli ex-piddini, da Bersani a Speranza a Civati e Fassina, insieme agli ex-Sel, di Vendola e Fratoianni, hanno dato vita a Liberi e Uguali sotto l’egida del presidente del Senato Piero Grasso.

E’ soltanto un cartello elettorale? Una aggregazione dettata dalla necessità di sopravvivere alle prossime elezioni?

La prima rilevazione per Tecne ci dice che la nuova formazione politica appare molto tonica. Rispetto alla mera sommatoria dei singoli partiti realizzata un mese orsono (6,1%), il solo fatto di essersi messi insieme e di aver trovato un leader riconoscibile gli ha permesso di schizzare al 7,8%.

A farne le spese il Partito Democratico che flette vistosamente al 23,3% (dal 25,0%), con una perdita secca dello -1,7%. Perdono anche i 5 Stelle che pur rimanendo il primo partito scendono dello -0.9%, fermandosi al 26.1%.

Insomma, un piccolo avviso di terremoto che scompagina e non poco degli assetti che sembravano ormai consolidati.

E il centrodestra? A corrente alterna. Forza Italia continua a progredire. Arriva al 17%, guadagnando lo 0,6%. Si muove anche Fratelli d’Italia che arriva al 5,4%. Guadagni che vengono vanificati dalla flessione della Lega che perde 1 punto percentuale a scende al 14.2%.

Perde qualcosa Alternativa Popolare che scende allo 1.6% (-0,2%).

Sempre sul tema della governabilità, va segnalata la simulazione effettuata dall’Ufficio studi della Camera che ha applicato le percentuali di voto realizzate dei partiti nel 2013, alle stesse formazioni politiche, con una serie di aggiustamenti, seguendo lo schema di voto della nuova legge elettorale e tenendo presente che ancora non tutti i giochi sono fatti, rispetto ai collegi e alle coalizioni.

Pur tenendo conto di un Centrosinistra che ancora non c’è, avrebbe al massimo 217 seggi alla Camera, col Centrodestra a 211. Mentre il Centro arriverebbe al massimo a 45 seggi.

Ne emerge un quadro di evidente non governabilità, con il M5S ago della bilancia. A meno che non si arrivi ad un governo di grande coalizione sotto l’egida del Presidente Mattarella.


 

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