Politica

SONDAGGI, CENTRODESTRA AVANZA, MA SI MUOVE ANCHE IL PD. CRESCONO M5S E LeU

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Roma. Il Centrodestra avanza lentamente, ma avanza nei sondaggi che la EMG per La7 e Demopolis ci offrono in questa settimana a chiusura del primo mese di campagna elettorale.

A metà dell’opera, la coalizione guidata da Forza Italia, Lega, Fretelli d’I. e Noi con Italia-Udc, arriva a toccare i 300 seggi alla Camera, con una forbice di 260-300, in lenta (forse troppo lenta?) crescita che nella settimana è del solo 0.1%.

Manca almeno un altro 1,5%, il che significa che servono almeno due milioni di voti e la possibilità di fare il pieno nei collegi uninominali del Nord, anche perché il M5Stelle, nonostante l’abbandono di Beppe Grillo, continua ad avere il vento in poppa (per Demopolis sfiora quasi il 30%) e quindi al Sud, dove viene accreditato del 37%, potrebbe fare mani basse di seggi.

E va considerato anche che la coalizione di Centrosinistra sta cominciando a muoversi e per la prima settimana dopo tempo immemore, il Pd ha ripreso a guadagnare qualche decimo +0.3, riagganciando quota 24%, evidentemente corroborato dalla fine delle polemiche quotidiane profuse dalla Commissione banche e dal tormentone su Maria “Etruria” Boschi che esiliata in Sud Tirolo non dovrebbe più combinare guai (anche se dalla Sud Tirol Volkspartei, non sono arrivate grida di gioia!). Anche Demopolis vede il Pd in crescita anche se lo sottostima a 23%

Va bene anche Più Europa di Emma Bonino (+0.3), il cui appeal sembra essere aumentato, in questa sfida elettorale che per la prima volta la vede orfana di Marco Pannella. Tengono Insieme e Lista Civica.

Insomma il Centrosinistra torna a crescere seriamente, arriva al 28.7%, lasciando intendere che potrebbe essere seriamente competitivo nei collegi del Centro Italia e soprattutto in Emilia e parte delle Toscana, dell’Umbria, delle Marche e forse del Lazio se qui saranno trainate dalle elezioni regionali che dovrebbero essere facile appannaggio di Zingaretti.

Infine resta Liberi e Uguali che appare stabile al 6% e che alla Camera punta a conquistare una trentina di seggi.

Insomma, si annuncia un mese di fuoco. Gli indicatori ci dicono che si stanno definendo gli orientamenti di chi ha deciso di andare al voto, e quindi più che pensare a far cambiare idea agli elettori adesso i vari leader dei partiti si stanno concentrando sugli indecisi e gli astensionisti che vengono dati in legegro calo ma sempre intorno al 40% del corpo elettorale.

Come potranno farlo se hanno margini di investimenti molto ridotti, stante l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

E infatti non si vedo manifesti in giro, né grandi (e costose) kermesse in giro, mentre sono prese d’assalto le Tv, le Radio e il Web.

Che maggioranza potrà nascere? Se si confermeranno queste tendenze, una larga intesa Centrosinistra+Forza Italia potrebbe dare una fragilissima governabilità.

Sarà possibile? E perché non potrebbe invece nascere un Governo (seppur risicato) di Centrodestra? Il punto è che se alla Camera l’obiettivo di Berlusconi e Salvini si potrebbe realizzare, rimane aperto il problema del Senato dove al momento nessuna maggioranza si staglia nitida all’orizzonte. E dove per altro incombono le varianti dei senatori eletti all’estero e dei senatori a vita.

Il paradosso quindi sarà che il Pd che quel ramo voleva tagliare, dalla tenuta di quel ramo del Parlamento potrebbe ora tornare  ad avere anche qualche voce in capitolo.

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