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Smog, l’Ue punta a dimezzare le morti premature nei prossimi 10 anni

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L’Unione europea è decisa a dimezzare, nei prossimi dieci anni, i decessi causati dallo smog. Sarà presentato domani a Bruxelles il Piano d’azione della Commissione europea denominato ‘inquinamento zero’.

Il Piano d’azione, che fa parte del Green Deal, proporrà iniziative legislative e non legislative, organizzate e coordinate per azzerare l’inquinamento dell’aria, dei fiumi e dei suoli di tutt’Europa.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia Ue per l’ambiente, solo il particolato fine (Pm2.5) è responsabile di 379mila morti nell’Ue, di cui oltre 52mila in Italia.

L’Italia infatti, con 65.700 decessi prematuri registrati, si colloca tra i Paesi più colpiti dall’inquinamento atmosferico.

Un bilancio dei morti enorme, che supera le morti causate dalla pandemia.

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Sul podio per numero di decessi dovuti alle polveri sottili PM 2.5, troviamo la Germania con 63.100 decessi, seguita da Italia 52.300 morti, Polonia con 46.300 morti e Francia con 33.100.

Quanto all’inquinamento da biossido d’azoto, l’Italia è prima in classifica con 10.400 decessi, seguita da Germania (9.200) e Spagna (6.800).

Lo scorso gennaio è stata pubblicata su ‘The Lancet Planetary Health’ la classifica sulle morti premature legate all’inquinamento.

Lo studio, basandosi sulla popolazione e sul tasso di mortalità di ogni città, fa riferimento al numero di morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico che si sarebbero potute evitare, rispetto ai due principali inquinanti presi in esame, il particolato sottile (PM2.5) e il biossido di azoto (NO2).

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In testa alle classifiche per morti premature legate all’inquinamento da PM 2.5 sono Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno.

Tra le città italiane in cui l’inquinamento da NO2 colpisce di più sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto).

Secondo lo studio, mantenendo il livello di questi due inquinanti sotto le soglie raccomandate dall’OMS, in Europa si potrebbero evitare 51.900 morti premature.

In Italia, rispettando gli standard dell’OMS, si potrebbero evitare ogni anno oltre 13 mila morti premature.

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