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Smog, a Parigi niente più automobili vicino alle scuole

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Smog. “La strada è nostra”, “prudenza, bambini che respirano”. È quello che si può leggere su alcuni dei cartelli che bambini e genitori sollevano al cielo mentre protestano accanto al Centre Pompidou.

La richiesta è semplice: trasformare in area pedonale la zona vicino alla scuola Saint Merri Renard, la più inquinata di Parigi e le strade intorno ad altri 300 istituti della capitale.

Ma la nuova richiesta anti-traffico rende ancora più furibondi gli automobilisti, già “vessati” da piste ciclabili e lungo Senna riservati a skateboard, monopattini e ristoranti.

Si tratta di una promessa che la sindaca Anne Hidalgo fece prima di essere eletta: “se sarò confermata, vieterò alle auto le strade vicino alle scuole” – disse.

Traffico e inquinamento, sono i temi centrali delle prossime elezioni municipali del 15 marzo, che si svolgeranno in tutta la Francia e che a Parigi vedono una inaspettata rinascita della divisione destra-sinistra, archiviata ai tempi del macronismo trionfante.

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Alla presidenziale di quasi tre anni fa Macron nella capitale fece il pieno: quasi il 35% dei voti al primo turno (24 su scala nazionale) e un clamoroso 90% (66 in tutta la Francia) al ballottaggio.

Però oggi l’uomo di Macron a Parigi, l’ex portavoce del governo e ministro Benjamin Griveaux, è solo terzo nell’ultimo sondaggio Ifop, complice la candidatura di Cédric Villani, il matematico dissidente di En Marche.

Un po’ per meriti propri e un po’ per le difficoltà dei rivali, ecco l’inedito duello al vertice tra due donne di lungo corso politico: la sindaca uscente di sinistra Anne Hidalgo, 60 anni, e l’ex ministra di destra Rachida Dati, 54.

Nella città più dinamica della Francia, cuore della ‘start-up nation’ sognata da Macron, tornano a sfidarsi due tradizioni politiche che sembravano non esistere più o quasi: la gauche di Hidalgo, erede di un partito socialista pressoché scomparso, e la destra gollista di Dati, sostenuta da quei Républicains che a livello nazionale faticano a non farsi sommergere da Marine Le Pen.

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In questi anni Hidalgo si è attirata molto odio, ben riassunto dall’avversaria Rachida Dati: “Una mattina ti svegli, e scopri che sotto casa ora c’è una pista ciclabile!”, dice, ancora incredula, la candidata della destra.

Ma è proprio per questo che la sindaca di sinistra ha buone speranza di essere riconfermata: l’idea di restringere sempre di più le zone dove le auto sono ammesse ha fatto scandalo all’inizio del mandato, ma i frutti cominciano a vedersi ora, con timing perfetto, a meno di due mesi dal voto.

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Dopo anni di cantierioltre 6.000 in tutta la città — che hanno provocato ingorghi colossali e non sono ancora finiti, i parigini si stanno abituando alla nuova capitale.

Sette grandi piazze, dalla Bastiglia a place d’Italie, vengono riadattate per dare più spazio ai pedoni e meno alle auto, e le contestate piste ciclabili — 1.000 chilometri già operativi — hanno dimostrato la loro utilità durante i 46 giorni consecutivi di sciopero dei trasporti pubblici.

L’uso delle piste è triplicato, e il ricorso ai monopattini elettrici è destinato a restare, anche dopo la ripresa di autobus e metropolitana.

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La mobilità alternativa’ tanto cara a Hidalgo si sta lentamente affermando.

Dati però la accusa di privilegiare i benestanti del centro, che possono andare al lavoro sfrecciando in trottinette, e di dimenticarsi dei pendolari della periferia, per i quali nessuno ha pensato a soluzioni alternative.

“Hidalgo e la sinistra continuano a tutelare i ghetti dei ricchi — dice la rivale di destra —, ma solo io sono andata a visitare ‘la collina del crack’ di porte de la Chapelle dove regnano droga e prostituzione”.

Dati, pur sindaca del ricco e chic VII arrondissement, dice di rivolgersi alla ‘Parigi popolare’. Hidalgo continua a scommettere sulla guerra alle auto: scuole vietate al traffico e lo slogan-obiettivo di una ‘Parigi 100% bici’.

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