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Smog, in Lombardia la situazione peggiora: colpa degli allevamenti intensivi

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Le emissioni prodotte dagli allevamenti intensivi di animali in Lombardia, stanno contaminando l’aria in modo preoccupante, rendendola irrespirabile  e insieme allo smog, i flussi di inquinamento stanno violando le norme europee mettendo l’Italia a rischio sanzione. L’appello di Legambiente per un intervento immediato.

I valori di PM10 sono in continuo aumento, secondo i dati registrati a Milano, complici lo smog e l’incremento dell’uso dei riscaldamenti, con il grande freddo che incombe. “L’aria che si respira è malsana ed è dovuta anche alla densa cappa di smog che fa registrare valori oltre i limiti stabiliti dalla legge” sottolinea Legambiente.

Nell’area meridionale della Lombardia, a causare un aumento degli inquinanti invece non sono i riscaldamenti casalinghi né complicazioni meteorologiche ma la forte attività legata agli allevamenti intensivi.

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Nell’area di Cremona sono state registrate 7 giornate di superamento dei livelli standard, mentre a Codogno, tra autostrada e allevamenti ben 11 giornate.

Un avvertimento era già arrivato dall’Europa nel luglio 2020 “Un comune su dieci in Lombardia è a rischio di inquinamento a causa degli allevamenti intensivi, responsabili della saturazione della capacità del suolo di assorbire l’azoto derivato dalle deiezioni dei capi. Secondo i dati della Regione Lombardia, sono ben 168 i comuni dove già dal 2018 si è superato il limite annuo di azoto per ettaro”.

Allevamenti intensivi, che impatto hanno sull’ambiente?

Secondo i dati raccolti da Legambiente più del 50% degli allevamenti di suini e oltre il 20% di quelli di bovini di tutto il paese sono concentrati nella ‘bassa’ lombarda, ecco perché in inverno è più facile riscontrare alti livelli di inquinamento nelle zone agricole piuttosto che in città.

Anziché imporre restrizioni sull’enorme produzione o proporre una transizione verso attività agricole più sostenibili, è stato approvato un provvedimento della Regione Lombardia che consente agli allevatori di scaricare nei terreni i liquami zootecnici responsabili dell’inquinamento crescente, a partire dal 18 gennaio di quest’anno.

Di Francesco De Simoni

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