Smog, al Clean Air Dialogue il Governo firma il protocollo ‘Aria pulita’. Nuova fase contro emissioni inquinanti

Smog. Firmato a Torino, in occasione del Clean air dialogue (la bilaterale Italia-Commissione europea sull’inquinamento dell’aria), il protocollo ‘Aria Pulita’ per ridurre l’inquinamento dell’aria.

“Oggi in Italia – ha detto il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa –  l’Organizzazione mondiale della Sanità certifica che 219 persone ogni giorno muoiono prematuramente a causa dello smog, si tratta di 80 mila persone all’anno, un numero che adesso vogliamo azzerare”.

Oggi a Torino abbiamo riunito gli ‘Stati generali dell'aria pulita’, una due giorni senza precedenti: in modo strutturato rispetto al passato, in modo risolutivo e inclusivo, per affrontare quella che è una vera e propria emergenza. Ogni giorno muoiono prematuramente 219 persone a causa dello smog, come dice l'Oms: 80 mila circa morti all'anno. Numeri che dobbiamo azzerare.Ecco perché oggi abbiamo firmato un Protocollo che è un Piano d'azione operativo, assumendoci la responsabilità politica pubblica, amministrativa e gestionale di fare da battistrada anche per gli altri Paesi europei in procedura d'infrazione.Il protocollo ‘Aria Pulita’, sottoscritto da Presidenza del Consiglio, sei Ministeri, regioni e province autonome che hanno condiviso l’urgenza di agire subito, contiene misure che riguardano i tre settori maggiormente responsabili dell’inquinamento. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri viene istituita l’Unità di coordinamento del Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria, che avrà il compito di individuare entro sei mesi altre misure eventualmente adottabili a livello nazionale e a livello locale in materia di contrasto all’inquinamento atmosferico e per il miglioramento della qualità dell’aria.Il Piano d’azione ha una durata di 24 mesi, con uno stanziamento di 400 milioni annui e azioni specifiche in 5 ambiti d’intervento:- Misure trasversali, che vanno dalla razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi al già citato fondo annuale per il finanziamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico;- Agricoltura, con interventi per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e limitazioni all’abbruciamento dei residui vegetali;- Mobilità, con l’introduzione di criteri ambientali nella circolazione in ambito extraurbano, limitatamente ai tratti autostradali adiacenti ai centri urbani, con particolare riferimento alla riduzione dei limiti di velocità.- Riscaldamento civile, con misure di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dalle stufe a biomassa e dagli impianti termici alimentati a biomassa- Uscita dal carbone, prevista per l’Italia nel 2025, con un’accelerazione per le centrali termoelettriche che ricadono nelle aree oggetto delle procedure di infrazione, attraverso la loro chiusura o la loro trasformazione.Questi gli impegni che abbiamo assunto oggi, nella consapevolezza che occorra uno sforzo corale per intervenire subito su quella che è ormai un’emergenza nazionale e globale. Uniti possiamo farcela!

Pubblicato da Sergio Costa su Martedì 4 giugno 2019

 

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“Ci assumiamo la responsabilità di questo patto dinanzi all’Unione europea e ai cittadini – ha aggiunto il ministro – si tratta di un patto d’azione, che ha una connotazione concreta. Ue, governo nazionale e regionale dicono tutti insieme miglioriamo la qualità dell’aria. L’accordo coinvolge sei Ministeri, il presidente del Consiglio, ci sono risorse, fino a 400 milioni di euro per anno, perché ognuno faccia qualcosa in modo trasparente. Esistono quindi tutte le condizioni affinché il protocollo possa funzionare, con una cabina di regia istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri”.

Il protocollo definisce un percorso che porterà l’Italia ad allinearsi con le norme europee sull’inquinamento dell’aria.

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“Confido – ha detto nel suo intervento il premier, Giuseppe Conte –  che la commissaria Vella, che ringrazio, abbia constatato in questi mesi l’impegno con cui stiamo affrontando questo problema”.

“Sono lieto – ha poi aggiunto – che questo obiettivo di cambiamento avvenga a Torino che più di altre città soffre questo problema. E sono certo che anche questa volta Torino saprà distinguersi”.

Per il premier “abbiamo l’esigenza morale e politica che venga tutelato un bene di tutti. L’Italia non é ancora pienamente in linea con le direttive Ue. Dobbiamo impegnarci ancora di più”.

“Proprio per questo – ha sottolineato Conte – abbiamo avviato il percorso nell’ambito del quale sottoscriviamo ora il protocollo ‘Aria pulita’ con sei ministeri, le Regioni e le Province autonome. Auspico che il commissario europeo per l’Ambiente abbia potuto constatare in questi mesi l’impegno con cui stiamo lavorando. Cambiare approccio si può, e si può invertire in modo duraturo la tendenza. Sono voluto venire qui di persona a testimoniarlo”.

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“Elimineremo gradualmente – ha assicurato – la produzione di energia a carbone entro il 2025. Un obiettivo molto ambizioso che confidiamo di raggiungere”.

“Con la firma del protocollo “Aria Pulita” poniamo delle importanti basi per iniziate un confronto con l’Ue e avviare una nuova fase per ridurre le emissioni inquinanti. Una nuova fase volta a ridurre gli impatti negativi sulla salute, sull’agricoltura e sui nostri territori” – scrivono in una nota le senatrici M5s, Vilma Moronese, presidente della commissione Ambiente e Patty L’Abbate, capogruppo in commissione.

“Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – spiegano – è impegnato da tempo sull’uscita dalla morsa delle procedure di infrazione che attanagliano il nostro Paese. Procedure di infrazione, che giusto per ricordarlo, coinvolgono direttamente tutti i cittadini”.

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“Una firma – continuano le senatrici – quella del protocollo, che vede in prima linea il governo sia nei confronti dell’ambiente che della salute dei cittadini. Per la prima volta un documento per la tutela dell’aria viene firmato da ben 6 ministeri”.

“Il Ministro Costa – concludono le senatrici M5S – sta dimostrando che se lavori duramente e come stella polare hai la tutela dell’ambiente si possono porre importanti basi per un futuro migliore e sostenibile”.

 

Il Piano d’azione ha una durata di 24 mesi, con uno stanziamento di 400 milioni annui e azioni specifiche in 5 ambiti d’intervento:

Misure trasversali, che vanno dalla razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi al già citato fondo annuale per il finanziamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico;

Agricoltura, con interventi per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e limitazioni all’abbruciamento dei residui vegetali;

Mobilità, con l’introduzione di criteri ambientali nella circolazione in ambito extraurbano, limitatamente ai tratti autostradali adiacenti ai centri urbani, con particolare riferimento alla riduzione dei limiti di velocità.

Riscaldamento civile, con misure di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dalle stufe a biomassa e dagli impianti termici alimentati a biomassa

Uscita dal carbone, prevista per l’Italia nel 2025, con un’accelerazione per le centrali termoelettriche che ricadono nelle aree oggetto delle procedure di infrazione, attraverso la loro chiusura o la loro trasformazione.

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