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SMOG E POLVERI SOTTILI, ULTIMA CHIAMATA PER L’ITALIA

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Smog e polveri sottili, ultima chiamata per l’Italia. 

Inquinamento killer e polveri sottili, ultima chiamata per l’Italia.

Il 30 gennaio prossimo infatti, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è stato convocato a Bruxelles dal Commissario europeo per l’ambiente Karmenu Vella sulle misure pianificate dal nostro paese per far fronte all’inquinamento atmosferico.

Ultima chiamata prima che scatti il trasferimento del caso alla Corte di Giustizia e poi le sanzioni.

Insieme al ministro Galletti, ci sono gli omologhi di altri otto Paesi Ue.

Oltre all’Italia, anche Repubblica ceca, Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Romania, Slovacchia e Regno Unito, si trovano ad affrontare procedure di infrazione per il superamento dei limiti concordati di inquinamento atmosferico.

In particolare il nostro Paese, supera i limiti stabiliti dalla legge sia per l’inquinamento da biossido di azoto (NO2) che da particolato (PM10), ed ha già ricevuto il parere ragionato relativo alla prima procedura il 15 febbraio e quello relativo alla seconda il 27 aprile 2017.

Per entrambe le procedure, si attende l’esame della Corte di Giustizia Europea.

Se gli sforamenti dovessero persistere, il nostro Paese rischia la condanna al pagamento di ingenti sanzioni pecuniarie“.

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, sono 80.000 le persone che in Italia ogni anno muoiono prematuramente a causa dei livelli di particolato, ozono e biossido di azoto ai quali sono esposte.

Ma l’inquinamento atmosferico, provoca anche danni gravissimi all’ambiente, al patrimonio architettonico/artistico, all’agricoltura e ha enormi effetti negativi sulla spesa pubblica.

Di contro, migliora la qualità dell’aria in Cina.

Il più grande inquinatore del mondo.

Lo comunica il ministero cinese della Protezione ambientale, spiegando che il livello di polveri sottili, PM2.5, in 338 citta’ e’ sceso nel 2017 a 43 microgrammi per metro cubico, il 6,5% in meno del 2016.

Dato, tuttavia più alto rispetto al livello massimo di polveri sottili considerato accettabile dall’Organizzazione mondiale della sanità, che è di 25 microgrammi.

Ma Pechino ha delle chance di risolvere il problema inquinamento in 10 o 20 anni.

La Cina si è impegnata a ridurre le emissioni su più fronti: introducendo sanzioni pesanti per chi infrange le norme ambientali, adottando nuove tecnologie produttive meno dispendiose in termini energetici e investendo massicciamente nelle rinnovabili, per lo sviluppo delle quali la Cina ha stanziato 2,5 trilioni di yuan (370 miliardi di dollari) da qui al 2020.

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